Milano, la pasticceria Gattullo passa al gruppo Dascanio: una transizione in nome della tradizione
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un pezzo di storia della vita milanese, quello rappresentato dalla pasticceria Gattullo in piazzale Porta Lodovica, si appresta a varcare la soglia di una nuova era. Dopo sessantacinque anni di attività ininterrotta sotto la guida della famiglia fondatrice, l'esercizio – divenuto nel tempo un'istituzione per la città – è stato infatti acquisito dal gruppo di Vincenzo Dascanio, imprenditore di consolidato prestigio nell'organizzazione di eventi e matrimoni di alta gamma. L'operazione, il cui valore è stimato in 2,4 milioni di euro, sancisce un passaggio di consegne destinato a compiersi in un arco temporale definito, con il subentro completo previsto entro il gennaio del 2027. Una scelta, questa, che appare mirata a garantire una transizione il più possibile fluida e rispettosa dell'identità del locale, il quale, dal lontano 1961, ha costruito la propria fama su una produzione artigianale di qualità e su un ruolo di ritrovo per intere generazioni.
Un crocevia culturale e sociale della città
La vicenda della pasticceria Gattullo, del resto, si intreccia in modo indelebile con la storia sociale di Milano, trascendendo la sua primaria funzione di caffè e laboratorio dolciario. I suoi tavoli, le cui superfici hanno visto scorrere decenni di conversazioni, hanno ospitato una clientela variegata e prestigiosa: artisti in cerca di ispirazione, giornalisti all'opera, cantanti e letterati, molti dei quali ne hanno fatto il proprio salotto preferito. Quel luogo, con la sua atmosfera caratteristica, è riuscito a cristallizzare un pezzo dell'anima della metropoli, diventando un punto di riferimento non solo gastronomico ma anche umano, dove la quotidianità si è mescolata più volte con la vivacità intellettuale del secolo scorso. Preservare questa eredità immateriale, fatta di relazioni e di memoria collettiva, costituisce una delle sfide più delicate della nuova gestione.
La strategia dell'imprenditore Dascanio
L'ingresso di Vincenzo Dascanio in questo scenario carico di tradizione segna un'interessante espansione del suo gruppo, storicamente specializzato in servizi di lusso per cerimonie ed eventi. L'acquisizione, studiata nei dettagli con il supporto di legali specializzati, non sembra puntare a una rivoluzione radicale dell'offerta, quanto piuttosto a un'evoluzione in continuità. La volontà espressa è infatti quella di mantenere saldo il legame con i valori che hanno reso celebre la pasticceria, dalla qualità delle materie prime alla maestria artigiana delle preparazioni, elementi che ne hanno determinato il successo e la longevità. Si tratta di una operazione che unisce, in un certo qual modo, la visione imprenditoriale moderna con la custodia di un patrimonio storico, in un settore, quello della ristorazione top, dove l'autenticità rappresenta un bene sempre più prezioso.
Il futuro prossimo di un'icona milanese
Nei prossimi tre anni, fino al compimento del passaggio totale, il percorso sarà dunque di affiancamento e di apprendimento. Il periodo transitorio, piuttosto lungo, è stato concepito per permettere al nuovo corso di assimilare a fondo lo spirito del luogo, le sue procedure, quel savoir-faire che non si tramanda con i soli documenti ma attraverso la pratica quotidiana. L'obiettivo dichiarato è evitare fratture, assicurando ai numerosi clienti affezionati la percezione di una sostanziale stabilità, nonostante il mutamento della regia societaria. La sfida per il gruppo Dascanio consisterà proprio nel riuscire a innestare la propria esperienza manageriale e organizzativa senza alterare l'equilibrio che ha reso Gattullo un'icona, dimostrando come un brand storico possa rinnovarsi guardando al futuro, pur restando ancorato alle radici che ne hanno determinato la fortuna.




