La rivoluzione di Francesco: un nuovo approccio alla questione trans e gay nella Chiesa
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Redazione Esteri
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Andrea Grillo, docente di teologia dei sacramenti e Filosofia della Religione a Roma, presso il Pontificio Ateneo “S. Anselmo” e Liturgia a Padova, presso l’Abbazia di “Santa Giustina”, insieme a Philippe Bordeyne, teologo morale, preside del Pontificio Istituto teologico “Giovanni Paolo II”, e Corrado e Michela Contini, rappresentanti della rete 3VolteGenitori che raggruppa madri e padri di ragazzi e ragazze omosessuali, stanno guidando una rivoluzione all'interno della Chiesa.
In un mondo in continua evoluzione, la Chiesa si rinnova e si assume il rischio di scandalizzare, proprio come accadde per il mistero di Cristo. Il segreto della millenaria storia del cristianesimo sta nella capacità di pensare col cuore, nell’accoglienza incondizionata dell’altro, senza distinzione di sesso, colore o provenienza. Il cattolicesimo coglie questo presupposto e lo trasforma nella capacità di rinnovarsi sempre e comunque, di sapersi mettere in discussione di fronte alle sfide del presente e orientare i propri passi nell’unica direzione, quella indicata dal Vangelo.
"Sulle coppie gay e i loro figli il Papa non cambia la dottrina. Fa di più, cambia la mentalità". Queste parole di Domenico Agasso, vaticanista de La Stampa, coordinatore di Vatican Insider, sottolineano l'importanza del documento, controfirmato dal Papa, con il quale il Vaticano, tra le altre cose, ammette che due omosessuali che hanno avuto un figlio con "l'utero in affitto" possano qualificarsi come genitori nel momento in cui chiedono di battezzarlo. Questo non rappresenta un cambio di dottrina, ma un cambio di mentalità, una novità rivoluzionaria.




