Sinner vince a Parigi e ritorna il numero uno del mondo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In una finale che, al di là del punteggio in apparenza netto, ha richiesto concentrazione e freddezza, Jannik Sinner ha avuto la meglio sul canadese Felix Auger-Aliassime, chiudendo i conti con due set, 6-4 e 7-6, e aggiudicandosi così il prestigioso titolo del Masters 1000 di Parigi-Bercy. Un traguardo, questo, che porta con sé un bagaglio di significati ancor più gravoso della coppa stessa, dal momento che il successo parigino gli ha spalancato le porte di un ritorno in vetta alla classifica mondiale, una vetta che aveva già assaggiato in passato e che ora riconquista, sottraendola allo spagnolo Carlos Alcaraz in un momento topico della stagione. La sua prestazione, sebbene non impeccabile – come dimostra un discutibile lob a rete durante un passaggio cruciale dell’incontro –, è stata sufficientemente solida e determinata per spegnere le ambizioni dell’avversario e consolidare una forma che, ormai da mesi, lo proietta nel ristretto gruppo dei dominatori incontrastati del circuito.

Il percorso verso la riconquista

Quella che sta vivendo il tennista altoatesino è una fase di grazia, coronata da risultati che pochi, del resto, avrebbero scommesso di vedere dopo un infortunio – i crampi patiti contro Griekspoor in un torneo dove difendeva un migliaio di punti – che ne aveva temporaneamente offuscato le prospettive. Tuttavia, il caso, a volte, gioca un ruolo decisivo: l’imprevista e precoce eliminazione di Alcaraz per mano di Cameron Norrie nel torneo di La Défense ha di fatto riaperto una partita che sembrava chiusa, offrendo a Sinner un’opportunità che egli non si è lasciato sfuggire, cogliendola con la voracità di chi ha imparato a non dare nulla per scontato. Questo gli ha permesso di accumulare quei punti necessari per un sorpasso che, seppur calcolato al centesimo, assume il valore di una riaffermazione.

Un anno da incorniciare

“Sono molto contento. È stata una finale intensa, sapevamo tutti e due cosa c’era in palio”, ha commentato l’italiano a caldo, subito dopo l’ultimo punto, definendo “pazzeschi” gli ultimi due mesi e sottolineando come il suo obiettivo primario sia stato quello di “migliorarmi come giocatore”. Dichiarazioni, le sue, che racchiudono l’essenza di un’annata che lui stesso non ha esitato a definire “incredibile”, un periodo durante il quale ha saputo limare le sue già fini armi tecniche e rafforzare la componente mentale, aspetti che, sommati, hanno prodotto una miscela esplosiva e di successo. Il suo tennis, caratterizzato da un rovescio tagliente e da un dritto potente, ha trovato una continuità prima intermittente, mentre la sua presenza sul campo è divenuta ancor più impositiva e rassicurante per i suoi tifosi.

La situazione nel ranking

La riconquista del primo posto, sebbene destinata – per una singolare coincidenza legata al calcolo dei punti – a durare soltanto una settimana, la numero sessantaseiesima della sua carriera, rappresenta comunque un traguardo psicologicamente rilevante, un attestato di valore che arriva poco prima dell’appuntamento delle ATP Finals di Torino, dove, nonostante la posizione di vertice, non avrà la testa di serie numero uno. Una circostanza che, tuttavia, non sminuisce il peso dell’impresa, la quale si inserisce in un solco di progressi costanti e di affermazioni che hanno ormai reso Sinner non più una promessa, bensì una realtà consolidata del tennis mondiale, capace di dettare legge sulle superfici più disparate e di impensierire chiunque si trovi dall’altra parte della rete.

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