Kia alla Milano Design Week 2026: il futuro della mobilità secondo la filosofia “Opposites United”
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Redazione Economia
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MILANO – La kermesse del design, che ogni aprile trasforma il capoluogo lombardo in un crocevia imprescindibile per le tendenze creative globali, ha visto anche quest’anno la partecipazione di Kia. Il costruttore coreano, ormai presente per il quarto anno consecutivo a questo appuntamento -1, non si limita a esporre automobili, ma sceglie la via della narrazione concettuale per delineare gli scenari futuri della mobilità elettrica. Con il progetto dal Titolo “Resonance of Opposites”, il marchio articola la sua presenza in due installazioni parallele che fungono da trait d’union tra l’astrazione dell’idea creativa e la concretezza del prodotto industriale. Al centro di questa riflessione, la filosofia progettuale denominata “Opposites United”, un approccio che Jochen Paesen, a capo del Kia Future Design Group, descrive come la tensione generativa tra elementi antitetici – dal rapporto tra velocità e abitabilità all’incontro tra interfacce analogiche e digitali – per dare forma a nuove esperienze di viaggio.
“Resonance of Opposites”: quando l’installazione diventa racconto del processo creativo
L’operazione culturale messa in piedi da Kia è duplice e stratificata. Da un lato, lo spazio espositivo del Museo della Permanente ospita il “Journey of Reflection”, un percorso immersivo che svela l’intimità del centro stile: qui il visitatore si imbatte non in vetture finite, ma negli strati profondi del pensiero progettuale, fatti di intuizioni, sperimentazioni e slanci creativi che precedono la nascita di un oggetto fisico. Dall’altro lato, presso il Salone dei Tessuti, il “Journey of Projection” rappresenta lo stadio avanzato di questo percorso. È in questa sede che la filosofia prende attraverso una selezione di sei concept car elettriche, le quali, partendo dai modelli EV2, EV3, EV4, EV5 e fino alla ammiraglia EV9, tracciano l’evoluzione stilistica e tecnologica del brand. Si tratta di un’anteprima mondiale per molti di questi prototipi, che testimoniano come la casa automobilistica coreana stia progressivamente ampliando il proprio raggio d’azione, esplorando soluzioni sempre più globali e sperimentali pensate per le nuove generazioni di automobilisti.
Kia Vision Meta Turismo, una concept car tra analogico e digitale
Se i concept EV mostrati rappresentano i pilastri della strategia di elettrificazione, è la Kia Vision Meta Turismo a rubare letteralmente la scena come manifesto stilistico definitivo. La vettura, che debutta pubblicamente proprio in questa occasione dopo una prima anticipazione in Corea, si configura come un laboratorio su ruote più che come un semplice esercizio di stile. La sua architettura si sviluppa attorno a un paradosso costruttivo: la silhouette è quella slanciata e filante di una gran turismo classica, evocativa dei lunghi viaggi degli anni Sessanta, ma le proporzioni esasperate – passo lungo, abitacolo avanzato, padiglione vetrato – tradiscono la natura elettrica del pianale, massimizzando lo spazio interno a dispetto di un'altezza ridotta. La filosofia “Opposites United” trova qui la sua applicazione più compiuta: le superfici morbide e avvolgenti cozzano contro geometrie tecniche e spigoli vivi; la razionalità aerodinamica (evidente nel taglio netto della coda e nei canard ispirati al mondo dell’aviazione) convive con la sensualità delle forme.
Ancora più radicale è l’approccio all’abitacolo, dove si consuma il vero strappo con la tradizione. L’interno non è più un contenitore uniforme, ma si divide in due ecosistemi distinti e complementari. La postazione di guida, avvolta e razionale, mantiene un forte focus sulla performance attraverso un sedile alleggerito, strumentazione a ultrasottili e un volante che strizza l’occhio ai controller dei videogiochi. Sul lato opposto, però, lo spazio del passeggero si trasforma in una vera e propria lounge: una seduta pensata per il relax, immersa nella realtà aumentata attraverso visori dedicati e un head-up display tridimensionale, nonché capace di ruotare di 180 gradi a veicolo fermo per favorire la socialità con chi siede dietro.
Esperienza e gamification: il linguaggio della generazione digitale
La sfida lanciata da Kia con Vision Meta Turismo è di natura antropologica prima ancora che tecnica. Jochen Paesen sottolinea come le generazioni più giovani abbiano spesso il primo contatto con l’auto in ambito digitale, attraverso i videogame o le piattaforme virtuali; di conseguenza, l’esperienza reale deve recuperare quella componente ludica e immersiva che rende il mezzo desiderabile al di là della sua mera funzione di trasferimento. Per questo, a bordo della concept, il design interviene per colmare il vuoto sensoriale lasciato dall’assenza del motore termico. Un joystick simula il passaggio virtuale delle marce, accompagnato da suoni e vibrazioni studiate per ricostruire un engagement fisico; un pulsante GT Boost permette di scatenare la potenza massima, mentre tre modalità – Speedster, Dreamer e Gamer – alterano completamente la personalità del veicolo. Nella modalità Gamer, da fermi, l’auto diventa una piattaforma di intrattenimento ibrido, confermando che il confine tra mobilità e stazionarietà è destinato a dissolversi. L’obiettivo, insomma, non è solo muoversi, ma vivere l’auto come uno spazio di interazione totale, dove la tecnologia diventa lo strumento per orchestrare emozioni altrimenti assenti nella mobilità puramente elettrica.




