Bruno Vespa e il futuro di Porta a Porta
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Bruno Vespa, storico conduttore di "Porta a Porta", ha recentemente presentato la nuova stagione del programma, in onda dal 1996. Durante la conferenza stampa, Vespa ha evidenziato il principale problema del talk show: l'orario di collocazione. "Porta a Porta" va in onda in una fascia oraria difficile, spesso con un traino debole. Su 110 puntate, ben 68 sono partite con uno share inferiore all'8%, e 48 volte sotto il 7%. La sfida principale è quindi risalire negli ascolti, un compito tutt'altro che semplice.
Vespa ha anche toccato il tema della par condicio, sottolineando la necessità di rivedere la legge. Secondo il conduttore, il vero senso del servizio pubblico dovrebbe essere quello di offrire contenuti di qualità e interviste meno accomodanti. Vespa ha sempre cercato di mantenere un equilibrio tra informazione e intrattenimento, ma ritiene che ci sia ancora molto da fare per migliorare il servizio pubblico.
Durante la presentazione, Vespa ha dichiarato di non voler intervistare Maria Rosaria Boccia, la donna che ha portato alle dimissioni di Gennaro Sangiuliano come ministro della Cultura. "Non voglio essere uno dei suoi strumenti", ha spiegato Vespa, aggiungendo che avrebbe voluto intervistare Sangiuliano, ma che la vicenda è troppo complessa per essere affrontata in questo momento.
Nonostante le difficoltà, Vespa rimane ottimista sul futuro di "Porta a Porta". Il conduttore spera che la nuova stagione possa beneficiare di buoni film che facciano da traino al programma, migliorando così gli ascolti.




