Alessandro Preziosi racconta il ritorno alle avventure e la sfida di Yanez in Sandokan
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In un momento in cui la produzione televisiva italiana investe con decisione in kolossal di genere, il ritorno di Alessandro Preziosi in prima serata su Rai1 con "Sandokan" segna, per l'attore, un approdo atteso e ricco di significato. Vestire i panni di Yanez De Gomera, il compagno di avventure del pirata malese, rappresenta infatti il compimento di un desiderio professionale a lungo covato, come lui stesso ha avuto modo di sottolineare, evidenziando come gli mancasse da tempo un progetto di avventura di simile portata. Un genere, quello della serie in costume, che lo attrae particolarmente per la possibilità che offre di calarsi in universi narrativi distanti e complessi, affrontando una sfida interpretativa che va ben oltre la semplice caratterizzazione esteriore.
Un personaggio tra marmoreità e dolcezza
Il confronto con l'iconica interpretazione di Philippe Leroy, che rese indimenticabile il personaggio negli anni '70, è d'obbligo, ma Preziosi ha chiarito di aver imboccato una strada personale. Pur conservando quella "capacità di rimanere fisicamente marmoreo" che è tratto distintivo di Yanez, l'attore ha cercato di scavare nella psicologia del portoghese dal passato oscuro, trovando negli interstizi di quella apparente impassibilità degli spazi di grande dolcezza e umanità. Un lavoro sul set, il suo, che passa anche attraverso dettagli minuti e studiati, come le sigarette fumate in continuazione durante le riprese, un tic che contribuisce a costruire un'immagine vivida e credibile del personaggio, dandogli spessore e abitudini riconoscibili.
La sfida linguistica e il rapporto con Can Yaman
La produzione internazionale della serie, con un cast variegato, ha imposto un'ulteriore prova tecnica: recitare in inglese. Preziosi ha rivelato di essersi avvalso di tre dialog coach, affrontando il dilemma su quale accento adottare per il suo Yanez, oscillando tra una cadenza internazionale, una più marcatamente portoghese o addirittura - in un'ipotesi suggestiva - napoletana. Questa scelta, in definitiva, rientra nel meticoloso processo di costruzione di un ruolo che deve misurarsi con un'eredità forte e al tempo stesso trovare una sua autonomia espressiva. Accanto a lui, nel ruolo della Tigre della Malesia, c'è Can Yaman, con il quale interpreta il legame fraterno e avventuroso che è il cuore pulsante della narrazione salgariana.
La carriera e il percorso di un attore versatile
Classe 1973, Alessandro Preziosi conferma, con questa ennesima incarnazione, la sua statura di artista capace di muoversi con disinvoltura tra media e registri differenti. Dal teatro al cinema, dalla fiction televisiva di successo a progetti più autoriali, il suo percorso appare costellato di scelte diversificate che ne hanno consolidato la presenza nel panorama dello spettacolo italiano. La partecipazione a "Sandokan" si inserisce quindi in un solco professionale ben tracciato, caratterizzato dalla curiosità e dalla volontà di misurarsi con personaggi dalla forte identità, capaci di trascinare il pubblico in storie di ampio respiro. L'entusiasmo che traspare dalle sue dichiarazioni è la spia di un coinvolgimento totale in un'opera che ambisce a rinnovare, per il pubblico odierno, il mito senza tempo creato dalla penna di Emilio Salgari.




