Ritorno in carcere per Francesco Schiavone, noto come Sandokan

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Francesco Schiavone, meglio conosciuto come Sandokan, ex capoclan dei Casalesi, è tornato al regime di 41 bis. Questa decisione è stata presa dalla Procura di Napoli, che ha interrotto il "percorso di collaborazione" avviato pochi mesi fa.

Interruzione della collaborazione

La collaborazione con la giustizia da parte di Schiavone è durata solo pochi mesi. La Procura di Napoli ha deciso di revocare il programma di protezione e quindi anche il percorso avviato a marzo, ritenendo le sue dichiarazioni non utili. Gli inquirenti ritenevano che l'ex capo del clan dei Casalesi potesse far luce su alcuni misteri irrisolti, come l'uccisione di Antonio Bardellino.

Ritorno al 41 bis

Schiavone è tornato nel carcere di massima sicurezza dell'Aquila, in regime di 41 bis. Le rivelazioni fornite da Schiavone non sono state considerate utili dagli investigatori. Nonostante avesse iniziato a collaborare durante i primi mesi dell'anno, le informazioni in suo possesso non sono state ritenute di valore.

Reazioni dei familiari

I figli di Schiavone hanno reagito alla notizia del ritorno in carcere del padre. Non sono state fornite ulteriori informazioni sulle loro reazioni o sulle possibili ripercussioni di questa decisione.

Il ritorno in carcere di Francesco Schiavone segna la fine di un breve periodo di collaborazione con la giustizia. Le sue rivelazioni, ritenute non utili, hanno portato alla revoca del programma di protezione e al suo ritorno al regime di 41 bis.

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