Fine della collaborazione con Francesco Schiavone, ritorno al carcere duro
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Redazione Interno
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Francesco Schiavone, noto come "Sandokan", ex capoclan dei Casalesi, è tornato al regime del carcere duro, il cosiddetto 41 bis. La Procura di Napoli ha deciso di interrompere il percorso di collaborazione avviato da Schiavone, ritenendo che le sue dichiarazioni non fossero utili.
Revoca del programma di protezione
Negli ultimi giorni, sono state ultimate le procedure per la revoca del programma di protezione a cui era stato sottoposto Schiavone. Gli inquirenti ritenevano che le sue dichiarazioni, riferite a circostanze e fatti molto datati nel tempo, fossero già noti o addirittura senza riscontri oggettivi.
Ritorno al 41 bis
Con la fine della collaborazione, Schiavone è tornato al regime del carcere duro, riservato ai boss. Questa decisione è stata presa dopo che gli inquirenti hanno valutato le informazioni fornite da Schiavone come non utili per le indagini in corso.
Aspettative degli inquirenti
Gli inquirenti speravano che Schiavone, ex capo del clan dei Casalesi, potesse far luce su alcuni misteri irrisolti, come l'uccisione di Antonio Bardellino. Tuttavia, le dichiarazioni di Schiavone non hanno portato a nuovi elementi di interesse investigativo, portando alla decisione di interrompere la collaborazione.




