L'ex boss dei Casalesi Francesco Schiavone collabora con la giustizia
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Redazione Interno
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Francesco Schiavone, noto come "Sandokan", ex capoclan dei Casalesi, ha deciso di collaborare con la giustizia. Ha già incontrato i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli cinque volte, portando con sé una vasta gamma di conoscenze sul sottobosco criminale italiano. "Sono un uomo d'onore, dirò tutta la verità", ha detto ai magistrati.
Incontri con i magistrati
Dopo l'annuncio della sua collaborazione, Schiavone è stato interrogato cinque volte. Ora, si prevede che gli incontri con il pool di magistrati guidato da Gratteri avranno luogo due volte a settimana. Questi incontri potrebbero rivelare i nomi di politici e imprenditori collusi e il ruolo dei Casalesi nelle stragi di mafia.
La cattura di Sandokan
La cattura di Francesco Schiavone è stata il risultato di un'indagine classica. Guido Longo, ex capocentro della Dia ed ex questore di Palermo, Reggio Calabria e Caserta, ha raccontato come avvenne la scoperta del rifugio in cui si nascondeva il latitante. Schiavone, in carcere dal 1998 in regime di 41-bis, ha deciso di collaborare con la giustizia dopo 26 anni dietro le sbarre.
Il pentimento della famiglia Schiavone
La decisione di Schiavone di collaborare con la giustizia segue quella del figlio primogenito Nicola, nel 2018, e tre anni più tardi del fratello Walter. Questi pentimenti potrebbero portare a nuove rivelazioni sulla storia criminale italiana.




