Sandokan si pente: una svolta nel mondo della camorra

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Francesco Schiavone, meglio conosciuto come Sandokan, capo del clan dei Casalesi, ha deciso di rompere il silenzio. Dopo 26 anni di detenzione, l'ultimo dei quali trascorso nel carcere dell'Aquila, Sandokan ha scelto la via del pentimento.

Il pentimento di Sandokan

Arrivato a L'Aquila nel gennaio del 2023, Sandokan ha deciso di unirsi alla ristretta schiera dei pentiti. La sua decisione è stata confermata sia dalla Direzione Nazionale Antimafia che dalla Direzione distrettuale della Procura di Napoli.

Le rivelazioni

In un clima di massimo riserbo, ogni parola pronunciata da Schiavone nell'interrogatorio in corso da due settimane è stata pesata con attenzione dalla Dda di Napoli. Gli inquirenti stanno sondando le dinamiche, i legami e i delitti legati al clan dei Casalesi, e gli intrecci tra camorra e politica, che potrebbero svelare nuovi scenari al vaglio della magistratura e dei carabinieri del nucleo investigativo di Caserta.

Le reazioni

Le dichiarazioni di Sandokan hanno suscitato diverse reazioni. Tra queste, quella dello scrittore Roberto Saviano, noto per i suoi lavori sulla malavita, che ha commentato l'arresto di Matteo Messina Denaro e ha parlato di successo per l'Italia e per i Carabinieri, ma ha espresso dubbi sul merito del governo Meloni, definendolo il "meno antimafioso della nostra storia".

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.