Il clan Casalesi senza leader: l'effetto del pentimento di Francesco Schiavone
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Redazione Interno
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Il clan dei Casalesi, un tempo potente organizzazione criminale, si trova ora senza un leader. Questa situazione è il risultato del pentimento di Francesco Schiavone, noto come Sandokan, che ha segnato la fine di una generazione criminale che ha dominato un territorio per più di cinquant'anni con violenza e sangue.
La caduta dei vecchi capi
I vecchi capi del clan sono ora tutti in carcere a scontare pene ergastoli. Gli affiliati rimasti liberi, o quelli che stanno per uscire dopo aver scontato pene più lievi, non sembrano in grado o disposti a prendere le redini dell'organizzazione.
L'appello di Saviano a Sandokan
Roberto Saviano, noto giornalista e scrittore, ha scritto un articolo su Repubblica in cui esorta Sandokan a collaborare con la giustizia. "Ora che hanno arrestato anche tuo figlio, è giunto il tempo di collaborare con la giustizia, Francesco Schiavone", scrive Saviano.
Il destino di un killer
Francesco Schiavone, chiamato Sandokan dalla stampa e Cicciò o' barbone dai paesani, è accusato di aver ucciso tre persone. Ha trasmesso lo stesso destino a suo figlio Nicola, che è stato arrestato e accusato di omicidio.
Protezione per le famiglie dei pentiti
Non è automatico che lo Stato italiano metta sotto protezione la famiglia di un collaboratore di giustizia. Il coniuge e i figli possono infatti scegliere di rinnegare il proprio parente che ha deciso di rompere il silenzio, come nel recente caso del casalese Sandokan, che ha una moglie e quattro figli. Spesso questa presa di distanza avviene in pubblica piazza, per lanciare un messaggio a chi potrebbe voler vendicarsi.




