Cosmos-2612 a pochi metri da Iceye-X36, la sfida orbitale che preoccupa l'Occidente
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Redazione Esteri
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A fine settembre il satellite militare russo Cosmos-2612 ha cambiato bruscamente velocità per inserirsi sullo stesso piano orbitale del satellite commerciale finlandese Iceye-X36, operato dalla società Iceye e utilizzato per fornire immagini radar all'Ucraina. Da quel momento ha iniziato una progressione serrata: il 16 ottobre la distanza si era ridotta a pochi chilometri, il 17 a circa 500 metri, e nella mattinata del 18 ottobre gli osservatori orbitali hanno stimato un avvicinamento inferiore al centinaio di metri.
Lunedì 19 ottobre Cosmos-2612 ha infine invertito la rotta e ha cominciato ad allontanarsi.
Un pedinamento orbitale senza precedenti
L'episodio ha acceso i riflettori su una pratica che finora apparteneva più alla narrativa della guerra fredda che alla cronaca spaziale quotidiana. Secondo l'astrofisico Jonathan McDowell, potrebbe trattarsi del primo avvicinamento non autorizzato tra due satelliti operativi in orbita bassa. Iceye-X36 non è un semplice apparato civile: la costellazione Iceye, specializzata in sensori radar ad apertura sintetica capaci di osservare il suolo di notte e attraverso le nubi, dal 2022 fornisce dati di intelligence satellitare alle forze ucraine.
La società ha fatto sapere di essere a conoscenza della situazione e di seguirla con attenzione, senza aggiungere altro.
Le ipotesi sul tavolo degli analisti
Clayton Swope, esperto di sicurezza spaziale del Center for Strategic and International Studies, ha dichiarato all'agenzia France Presse che «nulla lascia pensare che il satellite russo avesse bisogno di compiere tali manovre per scopi pacifici». Le manovre hanno comportato un consumo di carburante considerevole, circostanza che rende l'operazione difficilmente liquidabile come un semplice test di routine.
Gli scenari prospettati dagli analisti includono l'ispezione ravvicinata dell'hardware occidentale, l'aspirazione dei dati trasmessi a terra, una manovra intimidatoria oppure la preparazione di un'interferenza futura, tramite disturbo elettronico o azione cinetica. Nessuno è in grado di confermare che Cosmos-2612 trasporti un'arma.
Il precedente di maggio e il quadro normativo
Non si tratta di un caso isolato. La Forza Spaziale statunitense ha documentato che già in maggio la Russia aveva effettuato manovre orbitali particolarmente dispendiose in termini di propellente per posizionare quattro satelliti militari in prossimità di un satellite radar commerciale occidentale impiegato dall'Ucraina. Mosca, dal canto suo, considera l'utilizzo di asset commerciali occidentali a fini militari come una partecipazione indiretta al conflitto, posizione espressa già nel 2022 in sede Onu.
Il quadro giuridico di riferimento resta il Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967, che vieta le armi di distruzione di massa in orbita ma non le armi convenzionali, lasciando ampi margini interpretativi.
La corsa agli armamenti orbitali
Lo sfondo dell'incidente è un'accelerazione della militarizzazione dello spazio su più fronti. A metà settembre il segretario all'Aeronautica degli Stati Uniti Troy Meink ha confermato per la prima volta che Washington ha schierato in orbita armi per il controllo spaziale, capaci di difendere le forze congiunte da azioni ostili, senza precisarne la natura. Pechino ha replicato per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, invitando Washington a fermare l'espansione delle capacità militari e a non trasformare il cosmo in un teatro di guerra.
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che lo spazio deve restare libero da qualsiasi tipo di arma.
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