Forte terremoto al largo della Kamchatka, revocata l’allerta tsunami dopo scosse di magnitudo 7.4
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Redazione Esteri
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Un sisma di magnitudo 7.4 ha colpito domenica le acque dell’Oceano Pacifico al largo della penisola russa della Kamchatka, provocando un fuggi-fuggi generale tra gli abitanti della zona, che hanno percepito le scosse per quasi un minuto. L’epicentro, come riportato dal Servizio geofisico unificato dell’Accademia delle scienze russa, è stato localizzato a 115 chilometri da Petropavlovsk-Kamchatsky, capoluogo della regione, mentre l’Usgs americano lo ha fissato a 144 chilometri dalla costa.
Nonostante l’intensità del terremoto, che ha fatto tremare gli edifici spingendo la gente a riversarsi nelle strade, non si segnalano danni gravi o vittime. Le autorità russe, tuttavia, avevano inizialmente diramato un’allerta tsunami, invitando la popolazione costiera a mantenersi a distanza dalla riva. Un precauzione giustificata dalla storia sismica della zona: a partire dal 1900, infatti, la Kamchatka è stata teatro di sette terremoti con magnitudo superiore a 8.3, tra cui quello del 1952, che raggiunse i 9.0 della scala Richter, scatenando onde alte oltre nove metri alle Hawaii.
Il Pacific Tsunami Warning Center ha poi annunciato la revoca dell’allarme, escludendo il rischio di maremoti. La penisola, situata in una delle aree geologicamente più attive al mondo, è abituata a fenomeni simili, ma l’evento di domenica ha comunque riacceso i riflettori sulla vulnerabilità di un territorio dove i terremoti, per quanto frequenti, non smettono di suscitare apprensione.




