Coppa Italia, l’Inter si gioca la finale con il Como: Sozza arbitra a San Siro, all’andata finì 0-0

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La semifinale di ritorno di Coppa Italia che martedì 21 aprile metterà di fronte Inter e Como, in programma alle 21.00 sul prato di San Siro, avrà come direttore di gara Simone Sozza, della sezione di Seregno, il quale – va ricordato – era già stato designato per l’incontro d’andata dello scorso 4 marzo, conclusosi sullo 0-0 al Sinigaglia. Quell’opaco pareggio, privo di reti e caratterizzato da poche occasioni da ambo le parti, tiene ancora completamente aperto il discorso qualificazione alla finale del 13 maggio, obiettivo che entrambe le formazioni inseguono con determinazione. Sozza sarà coadiuvato dagli assistenti Berti e Cecconi, mentre il quarto uomo designato è Marcenaro; al VAR opererà Doveri, con La Penna nel ruolo di AVAR, una coppia tecnica già sperimentata in altre delicate occasioni stagionali.

Dal canto suo, l’altra semifinale, quella tra Atalanta e Lazio in programma mercoledì 22 aprile, vedrà la direzione affidata ad Andrea Colombo, della sezione di Como. Per Colombo – che vanta un bilancio personale di 7 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta nei 12 precedenti con i biancocelesti, la sua squadra più arbitrata in carriera – sarà il tredicesimo incrocio con la formazione capitolina. Gli assistenti designati per quella gara sono Imperiale e Costanzo, Zufferli sarà il quarto ufficiale, mentre la coppia VAR è composta da Abisso e Maresca (quest’ultimo come AVAR). L’andata di quella sfida, giocata il 4 marzo, si era chiusa sul 2-2 grazie alle reti di Dele-Bashiru, Dia, Pasalic e Musah, risultato che lascia anch’esso la qualificazione in perfetto equilibrio.

La probabile formazione dell’Inter: Chivu cambia qualcosa in attacco rispetto al campionato

Per quanto concerne la formazione che Cristian Chivu schiererà contro il Como di Fabregas, le indiscrezioni parlano di un cambio nel reparto offensivo rispetto allo spettacolare 4-3 dell’ultimo match di campionato – una partita completamente diversa, per ritmi e punteggio, rispetto allo 0-0 dell’andata in Coppa. L’allenatore nerazzurro, proprio per evitare di ripetere l’opacità offensiva mostrata al Sinigaglia, sembra intenzionato a rivedere gli interpreti del fronte avanzato, sebbene non siano stati forniti nomi certi sui singoli calciatori. Quel pareggio senza reti, va detto, aveva fotografato una gara bloccata, nessuna delle due squadre volenterosa di scoprirsi e rischiare un passo falso decisivo; da qui la necessità di osare qualcosa in più nei novanta minuti che valgono la finale.

Como e Atalanta, le altre facce della doppia semifinale

Il Como di Fabregas, dal canto suo, arriva a San Siro forte di un’identità tattica che all’andata aveva retto bene all’urto dell’Inter, pur senza riuscire a pungere. La squadra lariana cercherà di sfruttare eventuali spazi che i nerazzurri, spinti dal fattore campo e dall’obbligo di vincere, potrebbero lasciare. Dall’altra parte del tabellone, Atalanta e Lazio si affronteranno invece a Bergamo dopo quel 2-2 che ha visto entrambe le compagini segnare e subire, sintomo di una gara aperta e ricca di occasioni. La designazione arbitrale per quel match – con Colombo alla direzione e la coppia Abisso-Maresca al VAR – rappresenta un elemento non secondario, dato che i precedenti del fischietto comasco con la Lazio sono statisticamente favorevoli ai biancocelesti, ma nessuna predeterminazione può essere desunta da un dato meramente numerico.

Sviluppi giudiziari? Nessuno, ma la cronaca arbitrale tiene banco

Sul fronte della cronaca nera o di inchieste giudiziarie – che pure talvolta lambiscono il mondo del calcio – non emergono, in relazione a queste due semifinali, elementi degni di nota o rinvii a procedimenti penali. L’attenzione rimane tutta sulle scelte tecniche e sulle designazioni ufficiali: Sozza, ad esempio, ha già arbitrato in passato sia l’Inter che il Como con esiti alterni, ma nessun precedente specifico viene segnalato come potenzialmente controverso. Così come per Colombo, il quale incrocerà la Lazio per la tredicesima volta, senza che alcun episodio eclatante sia mai stato formalmente contestato. Le due finaliste, dunque, si decideranno esclusivamente sul campo, tra martedì e mercoledì, con la direzione arbitrale che – come sempre – sarà sotto osservazione, ma senza ombre giudiziarie pendenti.

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