Milan-Juventus, designata la squadra arbitrale: Sozza dirigerà il match di San Siro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La macchina organizzativa del calcio che conta, quella che si muove silenziosa nei corridoi della Lega e dell’AIA prima di ogni fine settimana decisivo, ha ufficialmente svelato i nomi degli ufficiali di gara chiamati a dirigere il grande big match della trentaquattresima giornata di Serie A. Il Milan di Massimiliano Allegri e la Juventus di Luciano Spalletti, attesi domenica 26 aprile alle 20:45 sul prato di San Siro per quello che molti addetti ai lavori definiscono uno spareggio determinante per la qualificazione alla prossima Champions League, saranno arbitrati da Simone Sozza.

La scelta, caduta su un fischietto che nelle ultime stagioni ha accumulato esperienza su palcoscenici complessi, è stata comunicata nell’ambito del consueto bollettino settimanale diffuso dall’Associazione Italiana Arbitri. Sozza, la cui carriera è stata fin qui segnata da direzioni di gara caratterizzate da un basso profilo polemico, si troverà a gestire un contesto ad alta tensione emotiva, dove ogni singolo episodio – fosse anche un contrasto a metà campo o un contatto in area di rigore – rischia di pesare come un macigno sul destino europeo delle due società. Con lui, a comporre la squadra arbitrale completa, ci sarà un gruppo di assistenti e operatori al Var i cui nomi sono stati resi noti contestualmente, sebbene la notizia abbia inevitabilmente catalizzato l’attenzione proprio sul direttore di gara principale.

La giornata delle designazioni e i due precedenti illustri

Lo stesso giorno, l’AIA ha provveduto a diramare anche le altre designazioni valide per l’intero turno, fornendo così un quadro orchestrato che va oltre il singolo match milanese. Ad aprire le danze del programma, come anticipo del venerdì, sarà Napoli-Cremonese: allo stadio Maradona, alle 20:45 del 24 aprile, è stato designato Daniele Doveri, coadiuvato da Passeri e Fontemurato, con Arena quarto uomo e una coppia Var composta da Meraviglia e Di Paolo. Poche ore dopo, il sabato pomeriggio vedrà in campo Parma-Pisa affidata a Calzavara, mentre la sera dello stesso giorno toccherà a Di Bello dirigere Bologna-Roma. Un quadro, questo, che restituisce la complessità organizzativa di una Serie A giunta alle sue battute cruciali.

Torino-Inter e l’altra faccia del fine settimana

Se Milan-Juventus rappresenta il piatto forte della domenica sera, non si può però ignorare l’altro grande snodo di questa trentaquattresima giornata: Torino-Inter, in programma domenica 26 aprile alle ore 18:00. Per quella sfida, che potrebbe concorrere all’assegnazione matematica del titolo ai nerazzurri – anche se l’esito dipenderà in parte da quanto accadrà tra Napoli e Cremonese e, appunto, a San Siro – è stato scelto Maurizio Mariani, della sezione di Aprilia. Un nome, quello di Mariani, che nella memoria recente degli appassionati è legato a episodi arbitrali dibattuti (come il celebre rigore concesso a Napoli in una passata stagione), ma su cui l’AIA ha comunque riposto fiducia. Al fianco di Mariani, in quella circostanza, ci saranno Bindoni e Tegoni, con Crezzini come quarto uomo e la coppia Mazzoleni-Paganessi al Var.

Il contesto di una giornata senza soste

La concomitanza di questi tre match – Napoli-Cremonese, Torino-Inter e Milan-Juventus – disegna un fine settimana nel quale gli arbitri, inevitabilmente, si troveranno al centro del racconto sportivo. Non si tratta, va detto, di una novità assoluta per il campionato italiano, abituato a convivere con la pressione mediatica che grava su ogni singolo fischio. Tuttavia, la concentrazione di partite dal peso specifico così elevato (una per la lotta salvezza, due per lo scudetto e la zona Champions) rende queste designazioni oggetto di un’analisi quasi maniacale. Sozza, in particolare, eredita un incrocio tra due ex allenatori della Juventus (Allegri e Spalletti, entrambi legati a doppio filo alla Vecchia Signora per ragioni diverse) e dovrà gestire un ambiente, quello di San Siro, storicamente esigente. Doveri, dall’altra parte, si prepara a un Maradona che potrebbe festeggiare o rimuginare, a seconda dei risultati. E Mariani, infine, sa bene che il suo nome sarà sotto la lente d’ingrandimento fino all’ultimo secondo di recupero.

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