Trump ridimensiona le speranze di pace in Ucraina: "Troppo odio tra Putin e Zelensky"
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Redazione Esteri
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In un’intervista alla Nbc, Donald Trump ha ammesso di non essere più così convinto di poter mediare un accordo di pace tra Russia e Ucraina, rettificando le precedenti affermazioni ottimistiche. «Forse la pace non è possibile», ha dichiarato, attribuendo le difficoltà all’«odio tremendo» che, a suo dire, divide i due leader, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Una posizione che, come spesso accade nel linguaggio del presidente americano, equipara implicitamente aggressore e aggredito, senza approfondire le responsabilità dell’invasione russa.
Le parole di Trump arrivano mentre Putin, in un discorso ambiguo, parla di «riconciliazione inevitabile», seppur senza indicare condizioni concrete, e Zelensky ribadisce che una tregua sarebbe già realizzabile «da ora». Un contrasto che riflette la distanza incolmabile tra le parti, complicata ulteriormente dalle recenti mosse militari. Fonti del New York Times hanno rivelato che gli Stati Uniti hanno ridistribuito alcuni sistemi missilistici Patriot, originariamente destinati a Israele, per rafforzare le difese ucraine, segnale di un impegno che persiste nonostante le incertezze politiche.
Trump, che in campagna elettorale aveva più volte promesso di chiudere rapidamente il conflitto, sembra ora adattarsi a uno scenario più complesso. Pur senza rinunciare del tutto alla prospettiva di un negoziato – «ci sono ottime possibilità di farcela», ha aggiunto –, il suo tono appare meno sicuro, quasi rassegnato all’idea che la guerra possa prolungarsi. Un cambio di registro che, al di là delle valutazioni personali, rispecchia la difficoltà oggettiva di trovare una soluzione in un contesto dove le posizioni rimangono diametralmente opposte.




