L’ultimo treno per l’Europa: il calendario della discordia tra Como, Juve e Roma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A sette giornate dal termine, la Serie A ha assunto una fisionomia quasi matematica per quanto riguarda i vertici, ma proprio lì, a ridosso del podio, si gioca la partita più avvincente del finale di stagione. Inter, Napoli e Milan sembrano aver preso il largo, lasciando sul ciglio della strada un gruppetto di inseguitrici che lotteranno per un solo, preziosissimo scranno: quello che vale l’accesso alla fase campioni della prossima Champions League. Il pareggio del Como a Udine, unito alla vittoria sofferta della Juventus sul Genoa e al crollo della Roma sotto i colpi dell’Inter, ha ridisegnato le traiettorie di una corsa che promette scintille.

La fotografia della classifica e il margine della tensione

Se osserviamo la graduatoria, la situazione è tanto chiara nei suoi numeri quanto ingarbugliata nelle possibili evoluzioni. Il Como, nonostante lo stop interno, mantiene la quarta posizione con 58 punti, un piccolo tesoretto che però sa di fieno in fiamme data la pressione esercitata dalle inseguitrici. La Juventus, reduce da una prestazione di carattere, tallona a un solo punto di distanza (57), forte di un organico che, nonostante le defezioni, sta trovando una certa continuità. Più staccata, ma assolutamente da non sottovalutare, c’è la Roma: i giallorossi restano sesti a 54, reduci da una “manita” subita a San Siro che ha scosso l’ambiente, ma con la consapevolezza che il calendario, almeno sulla carta, potrebbe riservare loro delle ghiotte occasioni di riscatto.

L’analisi degli incroci: chi gioca la carta più pesante?

È nella giostra degli ultimi impegni che si trovano le risposte più autentiche. La squadra di Fabregas, che non ha nascosto l’amarezza per il pareggio con l’Udinese, si trova di fronte a un percorso a ostacoli di altissimo profilo. I lariani dovranno vedersela con l’Inter in un derby dal sapore di spareggio, con il Napoli in lotta per il secondo posto e con un Genoa sempre ostico. La loro è una sfida di trasparenza: se riusciranno a tenere testa alle grandi, il quarto posto sarà una logica conseguenza; in caso contrario, lo strapotere fisico delle prime della classe potrebbe schiacciarli.

La Juventus, dal canto suo, naviga su acque meno agitate ma altrettanto insidiose. I bianconeri hanno dalla loro l’abitudine ai grandi eventi e un organico che, anche giocando una sola volta a settimana, può gestire le energie meglio delle concorrenti. Tuttavia, lo scontro diretto con l’Atalanta (ancora in corsa seppur a -4 dalla Roma) e la trasferta sul campo del Milan saranno due esami di maturità che potrebbero decretare la bontà del loro rilancio.

E poi c’è la Roma. La squadra di Daniele De Rossi ha incassato un colpo durissimo dall’Inter, ma la storia insegna che i giallorossi sono pericolosi proprio quando sembrano dati per spacciati. Il loro calendario è un mix di insidie e opportunità: lo scontro diretto con l’Atalanta e il derby contro la Lazio peseranno come macigni, ma la possibilità di giocarsi il tutto per tutto all’Olimpico potrebbe trasformare la pressione in benzina per il motore.

Le variabili sul campo e le assenze pesanti

Non si può analizzare la corsa senza considerare lo stato di salute dei singoli spogliatoi. Mentre il Como sembra aver trovato un equilibrio perfetto tra gioventù ed esperienza, la Juventus conta i giorni per recuperare gli effettivi in attacco, con Vlahovic e Milik che rappresentano quelle frecce nell’arco che a mister Spalletti sono servite in diverse occasioni. Dall’altra parte, la Roma sta pagando un conto salato in termini di infortuni: l’assenza di uomini chiave come Dybala o Dovbyk ha costretto l’allenatore a reinventare la fase offensiva, affidandosi spesso a soluzioni tampone che hanno funzionato a singhiozzo. È in queste pieghe, fatte di acciacchi e panchine corte, che spesso si infila la differenza tra chi arriva quarto e chi rimane a guardare.

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