Cina avvia indagine antitrust su Nvidia
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Redazione Economia
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Nvidia, il colosso statunitense dei processori grafici, è finito al centro di un'indagine da parte della State Administration for Market Regulation cinese, per presunte violazioni delle leggi antimonopolio del paese e degli accordi presi nel 2020 in occasione dell’acquisizione della società israeliana Mellanox Technologies. L'indagine si concentra in particolare sul presunto mancato rispetto da parte di Nvidia dell'obbligo di fornire informazioni sui nuovi prodotti Mellanox ad altre aziende di chip in Cina entro 90 giorni, per evitare situazioni di monopolio.
Il sospetto è che l'azione possa costituire una ritorsione contro gli Stati Uniti nell’ambito delle tensioni commerciali con la Cina. Mentre Wall Street ha chiuso in calo con Nvidia che ha registrato un -2,5%, le borse cinesi sono salite e i prezzi delle materie prime sono sostenuti dopo le nuove promesse di Pechino di aiuti con tagli ai tassi e di un aumento dei consumi.
Nvidia, che rappresenta uno dei titoli principali della crescita dell'intelligenza artificiale, ha chiuso in ribasso del 2,55% la seduta, a quota 138,81 dollari per azione, ma rimane comunque in rialzo del 180% da inizio anno, risultando uno dei migliori titoli del Nasdaq nel 2024 grazie al continuo interesse degli investitori per l'intelligenza artificiale.
L'azienda californiana ha chiuso in ribasso del 2,55% la seduta, a quota 138,81 dollari per azione, ma rimane comunque in rialzo del 180% da inizio anno, risultando uno dei migliori titoli del Nasdaq nel 2024 grazie al continuo interesse degli investitori per l'intelligenza artificiale.




