Quando si possono accendere i termosifoni, tra zone climatiche e regolamenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’improvviso, e in qualche caso brusco, calo delle temperature che ha investito la penisola ha riportato in primo piano una questione annua: la possibilità di riaccendere i termosifoni. Sebbene l’autunno stia mostrando il suo volto più freddo, l’accensione degli impianti di riscaldamento non è lasciata all’arbitrio dei singoli, poiché è disciplinata da precise disposizioni che suddividono il territorio nazionale in zone climatiche, le quali determinano il periodo dell’anno e la durata giornaliera consentita per il funzionamento. Contrariamente a quanto un certo allarmismo potrebbe far supporre, non sembrano esserci rischi di sanzioni per chi, in queste settimane, anticipasse l’accensione, a patto che si operi nel rispetto dei limiti imposti dalle ordinanze comunali, le quali recepiscono la normativa nazionale.

Il calendario per le diverse zone d'Italia

Il quadro normativo, che definisce il calendario per l’anno in corso, prevede una scaglionatura delle accensioni sulla base delle caratteristiche climatiche medie di ogni area. A cominciare, come di consueto, sono le città inserite nella cosiddetta zona E, che include, tra le altre, centri urbani del nord come Milano e Torino, ma anche Bologna; per queste località la data di partenza è fissata al 15 ottobre, con una possibilità di funzionamento che si protrarrà fino al 15 aprile. A seguire, con date di inizio progressivamente più tardive, entreranno in funzione gli impianti nelle zone climatiche successive, con quelle della fascia B, come Palermo, che saranno le ultime a poter avviare il riscaldamento.

Le specificità del Piemonte e di Torino

Prendendo come esempio specifico la regione Piemonte, la cui pianura e l’area collinare – comprendente il capoluogo Torino – ricadono appunto nella zona E, le regole consentono l’attivazione degli impianti dal 15 ottobre al 15 aprile. In questo lasso di tempo, la normativa permette un massimo di quattordici ore di funzionamento ogni giorno, con l’obbligo di concentrarle esclusivamente tra le ore 05 e le 23, un arco temporale che cerca di bilanciare le esigenze di comfort con quelle di risparmio energetico. Si tratta di una finestra piuttosto ampia, che dovrebbe garantire una sufficiente copertura del bisogno di riscaldamento.

Il punto di vista tecnico e la questione sanzioni

Sorge spontaneo, tuttavia, l’interrogativo per coloro che dispongono di un impianto autonomo e che, a causa del freddo precoce, si chiedono se sia possibile anticipare l’accensione senza incorrere in problemi. Dal punto di vista strettamente normativo, accendere i termosifoni al di fuori del periodo stabilito costituisce una violazione. Tuttavia, come ha spiegato Danilo Marzini, presidente degli impiantisti di Cna Toscana, i controlli volti a verificare il rispetto di queste tempistiche sono di fatto rari, se non addirittura inesistenti. Ciò non toglie che la norma esista, lasciando un margine di discrezionalità e di rischio, seppur teorico, per gli utenti.

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