La retromarcia di Fiorello sulla bufala di Benigni e il faccia a faccia con Kimi Antonelli
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Redazione Sport
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Non capita spesso che un uomo di spettacolo, abituato a dettare l’agenda con l’ironia, ammetta pubblicamente un errore di valutazione. Eppure è successo ieri, 19 marzo, durante l’appuntamento con “La Pennicanza”, il programma radiofonico che Fiorello conduce su Rai Radio2 insieme a Fabrizio Biggio. Al centro della confessione, una vicenda che aveva sollevato qualche polverone nei giorni precedenti: la presunta presa di posizione di Roberto Benigni in vista di un’appuntamento referendario. “Abbiamo preso una cantonata”, ha esordito lo showman siciliano con il consueto tono diretto. “Abbiamo letto un articolo in cui si diceva ‘Benigni vota sì’ ma era una bufala e ci siamo cascati”. L’equivoco, come chiarito dallo stesso Fiorello, nasceva da un vecchio filmato del 2016 – risalente quindi al referendum costituzionale sulla riforma voluta dal governo Renzi – erroneamente riattualizzato. “Ho avuto il piacere di parlare con lui al telefono”, ha aggiunto il conduttore, specificando che l’attore premio Oscar non si era affatto espresso pubblicamente sulla questione attuale, concludendo con una battuta che suona quasi come un monito per il mestiere di chi fa informazione e intrattenimento: “è giusto riconoscere i propri errori”.
Mentre lo studio metabolizzava la retromarcia sulla vicenda che coinvolgeva il comico toscano, la trasmissione cambiava radicalmente registro per accogliere un ospite che di “bufale” ne ha ben poco: Kimi Antonelli. Il giovane pilota bolognese, classe 2006, è stato il protagonista assoluto di una videochiamata in diretta, la stessa che aveva visto la vigilia una versione “fake” del pilota, utilizzata per una gag comica. Stavolta, però, il campione della Mercedes era in carne e ossa, reduce dalla storica prima vittoria in carriera in Formula 1, ottenuta domenica scorsa sul circuito di Shanghai. Per l’Italia, quella affermazione ha rappresentato un ritorno sul gradino più alto del podio che mancava da vent’anni, dall’epoca di Giancarlo Fisichella. Antonelli, visibilmente ancora carico di adrenalina nonostante i giorni trascorsi, ha ripercorso per i microfoni di Fiorello i momenti clou della gara, soffermandosi sulla tensione palpabile nei momenti decisivi: “Il momento più teso? La partenza, ma anche gli ultimi giri sembrano sempre i più lunghi del mondo”, ha confessato, aggiungendo un dettaglio tecnico che restituisce l’ansia del mestiere: “A tre giri dalla fine ho fatto una pataccata. Sono andato lungo da solo e lì mi sono spaventato”.
Il valore inaspettato dei complimenti di Hamilton
Tra le domande di rito, Fiorello ha ovviamente chiesto al 19enne quali fossero stati i messaggi più graditi dopo il taglio del traguardo. La risposta, inaspettata per molti ma non per chi segue i retroscena del paddock, ha avuto il sapore di un passaggio di consegne ideale. “I complimenti che non mi aspettavo? Quelli di Lewis (Hamilton, ndr)”, ha rivelato Antonelli, riferendosi al sette volte campione del mondo che oggi guida per la Ferrari. “Era davvero stracontento per me”. Un’affermazione che conferma il rapporto speciale – e raro nel mondo ultracompetitivo della Formula 1 – tra il fenomeno italiano e il pilota britannico che ha lasciato il sedile della Mercedes proprio per far spazio alla nuova generazione. I media internazionali hanno raccontato nei giorni scorsi l’abbraccio tra i due nel dopo-gara, con Hamilton che si è fatto immortalare in un selfie con Antonelli durante la conferenza stampa, definendo quel momento “la foto dell’anno”. Per il giovane bolognese, ereditare il posto di una leggenda vivente e riceverne il plauso pubblico rappresenta non solo un riconoscimento sportivo, ma la certificazione di un inserimento riuscito in un ambiente storicamente spietato con i debuttanti.
Antonelli, il go-kart e la provocazione a Jannik Sinner
L’intervista, trasmessa in un clima disteso e giocoso, ha riservato spazio anche a un fuori programma che ha subito fatto il giro dei social. Tirando in ballo l’amico Jannik Sinner, numero uno del tennis mondiale, Antonelli ha lanciato una provocazione che mescola due mondi sportivi solitamente distanti. “Più forte lui al volante o io a tennis? Il mio rovescio è pessimo, il dritto più o meno c’è… però so che Jannik si allena anche in go-kart!”, ha scherzato il pilota, rivelando un aspetto poco noto della preparazione del tennista altoatesino. La conversazione si è poi spostata su un’eventuale collaborazione futura tra i due campioni italiani. Alla domanda se si possa mai vedere Sinner alla guida di una Formula 1, Antonelli ha risposto con un mix di realismo e fantasia: “Difficile, ma in una biposto si potrebbe fare un giro”. Un’apertura che, sebbene formulata in tono scherzoso durante un programma di intrattenimento, non è passata inosservata, alimentando l’immaginario di un’Italia sportiva che, tra motori e racchette, sembra aver ritrovato un’inedita vena di eccellenza giovanile.




