L'aeroporto di Reggio Calabria cambia nome: arriva Messina, ma la partita è tutta calabrese
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Redazione Interno
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Non più aeroporto dello Stretto, denominazione che a rigor di logica non gli è mai appartenuta del tutto, ma aeroporto di Reggio Calabria e Messina. La proposta, rilanciata dal sindaco reggino Francesco Cannizzaro a margine della firma del protocollo per l'Area integrata, ha un'impronta commerciale evidente e un obiettivo dichiarato: allargare il bacino d'utenza dello scalo intitolato a Tito Minniti, portandolo stabilmente oltre quota un milione di passeggeri.
Per Messina si tratta di un secondo aeroporto utile, considerata l'assenza di uno scalo sul proprio territorio metropolitano; per Reggio Calabria, invece, la posta in gioco riguarda la sopravvivenza stessa dell'infrastruttura, chiamata a competere sul mercato con un bacino di riferimento che non può più essere soltanto quello calabrese.
Il doppio naming e la questione del codice internazionale
L'operazione non si esaurisce nella denominazione commerciale. Cannizzaro ha spiegato che sono già state avviate interlocuzioni con il Governo e che gli uffici comunali sono al lavoro per elaborare una norma che sancisca l'Area integrata anche sul piano formale, con la conseguente ridefinizione del codice internazionale che identifica lo scalo.
L'obiettivo è chiaro: trasformare un'infrastruttura provinciale in un hub di riferimento per l'intera area dello Stretto, capace di attrarre flussi dalla Sicilia orientale e di servire bacini turistici come Taormina e le Isole Eolie.
La proposta ha però sollevato un acceso confronto, con reazioni stizzite da parte di alcuni residenti reggini, tanto che sul web è circolata la provocatoria richiesta di modificare persino il nome del braccio di mare in «Stretto di Messina e Reggio Calabria», ipotesi che si scontra con una denominazione geografica consolidata da oltre due millenni.
I numeri dietro la scelta di campo
La spinta a cercare utenza oltre lo Stretto affonda le radici nei dati di traffico. Nel 2025 lo scalo reggino ha sfiorato il milione di passeggeri, un risultato impensabile fino a pochi anni prima, quando il Tito Minniti rischiava la chiusura e i livelli di traffico erano fermi a poco più di 600mila unità. La crescita è proseguita anche nell'anno in corso: ad agosto l'aeroporto ha registrato 97.128 passeggeri, il 5,9 per cento in più rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nei primi otto mesi del 2026 i transiti sono stati 664.297.
Parallelamente è cresciuto il network, con Ryanair che manterrà due aeromobili basati a Reggio e un'offerta di rotte nazionali e internazionali in espansione, mentre sul fronte infrastrutturale sono programmati investimenti per 64 milioni di euro, di cui 36 destinati alla seconda fase dell'intervento sul terminal.
L'accessibilità come nodo irrisolto
Se il nome può servire a fare marketing, la distanza fisica tra Messina e il terminal aeroportuale resta il vero collo di bottiglia. Raggiungere il Tito Minniti dalla sponda siciliana significa oggi arrivare al porto di Villa o di Reggio e proseguire via gomma, con tempi che non rendono lo scalo competitivo quanto Catania, che garantisce molte più destinazioni.
Su questo fronte le due amministrazioni hanno avviato un percorso parallelo: il protocollo prevede la creazione dell'Agenzia unica dello Stretto per la mobilità, con l'obiettivo di coordinare autobus, traghetti e treni, introdurre un biglietto unico e migliorare i collegamenti intermodali.
Il sindaco di Messina Federico Basile ha annunciato che dall'1 dicembre la flotta di Atm Messina sarà impegnata nei collegamenti tra la città e l'aeroporto, mentre resta sul tavolo il progetto di rifunzionalizzazione della banchina di San Gregorio per accorciare il viaggio via mare.
Un percorso iniziato vent'anni fa
L'idea di un'area integrata tra le due sponde non nasce con il protocollo firmato a bordo della nave Elio. Candeloro Imbalzano, assessore all'Area dello Stretto dal 2007 al 2010, ricorda che se ne iniziò a parlare nel 2006, con un percorso che coinvolse subito gli amministratori messinesi e che portò alla costituzione di un tavolo interistituzionale tra le due amministrazioni, alla metropolitana del mare tra Reggio, Villa e Messina e a un collegamento estivo veloce e diretto tra Reggio e Taormina.
Oggi il quadro è cambiato: il protocollo firmato dai due sindaci delinea undici articoli di collaborazione istituzionale non esclusiva, prevede un «Stretto Pass» per turismo e mobilità integrata e punta a sollecitare il Parlamento affinché legiferi sulla nascita dell'agenzia unica, strumento necessario per accedere a fondi straordinari.
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