Allarme nucleare a Zaporizhzhia: la centrale è senza alimentazione esterna da sette giorni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rilanciato l’allarme per la situazione critica che sta vivendo la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, da ormai sette giorni consecutivi. Un periodo di emergenza, il più lungo dall’inizio del conflitto, causato dalla perdita dell’alimentazione elettrica esterna, che ha costretto i sistemi di sicurezza a dipendere esclusivamente dai generatori diesel di emergenza. Questi ultimi, sebbene funzionanti, rappresentano una soluzione precaria per il raffreddamento dei sei reattori, sebbene non operativi, e del combustibile nucleare esaurito stoccato nel sito, il cui mantenimento in condizioni di sicurezza non ammette interruzioni.

Conferme internazionali sulla gravità della situazione

La gravità della condizione in cui versa l’impianto, situato nel sud del paese e sotto occupazione militare russa, è stata confermata anche dal direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi. Il quale, pur avendo escluso un pericolo immediato, ha sottolineato la natura critica della dipendenza da fonti energetiche non collegate alla rete. Una vulnerabilità che espone la struttura a rischi imprevedibili, prolungando nel tempo uno stato di tensione che coinvolge, suo malgrado, l’intera regione.

Il precedente preoccupante di Chernobyl

Non si tratta, del resto, di un episodio isolato. Le preoccupazioni per la sicurezza nucleare in Ucraina hanno un altro, tragico, precedente nel sito di Chernobyl, dove il cosiddetto “Nuovo Confinamento Sicuro”, la struttura che isola i resti del reattore esploso nel 1986, è rimasto senza energia a causa di un attacco russo. Il ministero dell’Energia di Kiev ha specificato, attraverso un messaggio su Telegram, che una sovratensione ha interrotto l’alimentazione a quel guscio protettivo fondamentale, che ha il compito di impedire la fuoriuscita di materiale radioattivo nell’ambiente.

Le rassicurazioni contrastanti dalla parte russa

Dichiarazioni che si scontrano, tuttavia, con la versione fornita dalla controparte. Il gestore insediato dalle autorità russe presso la centrale di Zaporizhzhia ha infatti definito la situazione “sotto controllo”, assicurando attraverso i social media la presenza di scorte di carburante sufficienti a mantenere in funzione i generatori di riserva. Una rassicurazione che, però, non sembra attenuare l’apprensione delle istituzioni ucraine e degli organismi di vigilanza internazionali, chiamati a monitorare una crisi i cui sviluppi dipendono da fattori che vanno ben oltre i confini della tecnica.

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