Meteo weekend, l’alta pressione non molla: caldo da 28 gradi ma qualche insidia locale resiste
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Redazione Interno
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L’anticiclone, quella creatura meteorologica tanto amata da chi programma scampagnate e grigliate tra amici, continua a stendere il suo manto asciutto sull’Italia. E lo fa con una convinzione degna di causa persa, estendendo le sue propaggini dal bacino del Mediterraneo fino al cuore del Nord Europa, abbracciando così in un unico, ampio abbraccio pressorio l’intera Penisola. Ne consegue, per il fine settimana del 25 aprile – ricorrenza della Liberazione che quest’anno cade di sabato – un quadro atmosferico dominato da un sole spesso imperante e da un rialzo termico che, di passo in passo, risveglierà quella sensazione di “prima estate” la quale, puntualmente, fa storcere il naso solo agli agricoltori più timorosi della siccità. Non sarà però una circolazione perfetta; nemmeno l’alta pressione, si sa, riesce a tappare completamente tutte le falle. Ed è così che, nel pomeriggio di sabato o domenica, qualche locale e sparsa insidia potrebbe materializzarsi su alcune delle nostre regioni, senza tuttavia compromettere la sostanza di un quadro che rimarrà ampiamente godibile.
Il termometro sale, e sulle Alpi si toccano vette inusuali per aprile
Se c’è un dato che balza all’occhio, nelle proiezioni dei centri di calcolo, è proprio l’anomalia termica positiva destinata a interessare gran parte del Paese. E non si tratta di un generico “caldo gradevole”: a Bolzano, Merano e Bressanone – quest’ultima spesso fulcro di escursioni verso le malghe – la colonnina di mercurio schizzerà fino a 28 gradi, un valore che qui, a fine aprile, sa più di inizio luglio. Milano, Parma e Bologna si fermeranno a un passo, con 26 gradi, mentre Trento si attesterà su 27. Ma l’elenco delle città che supereranno la soglia dei 24 gradi è lungo: lo si può scandire quasi come una litania laica, da Roma (24) a Firenze (25), passando per Torino (25) e Bergamo (25). La particolarità, semmai, risiede nel fatto che le vette più elevate si registreranno proprio nei fondovalle alpini – dove l’aria calda, sprofondando per compressione adiabatica, accentua l’effetto serra locale – e lungo il versante adriatico centro-settentrionale. Attenzione però: non c’è traccia, per ora, di quei famigerati “record” da prima pagina, ma la sensazione sarà comunque di una pausa decisamente sopra le medie stagionali.
Qualche timida insidia, inevitabile compagna dell’alta pressione
Anche quando l’anticiclone sembra blindare lo Stivale, la natura – si sa – ama giocare dei piccoli scherzi. In questo periodo di fine aprile, il forte riscaldamento diurno può innescare, soprattutto lungo l’Appennino e sulle zone interne del Centro come sul basso Lazio o nell’area umbra, dei modesti addensamenti cumuliformi. Ne potrebbero scaturire, da soli a soli, qualche breve acquazzone o un fugace rovescio pomeridiano; nulla che possa turbare più di tanto i piani di chi parte per una gita fuori porta, ma neppure del tutto trascurabile per chi magari stende il telo da mare sulla spiaggia. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo, lo ha spiegato in termini meno tecnici: «Di più non si può chiedere, ma tenete l’ombrello nel bagagliaio». Insomma, già a partire da lunedì, le carte potrebbero rimescolarsi: la stessa fonte prevede il ritorno di qualche acquazzone più organizzato, sebbene senza la virulenza dei sistemi perturbati autunnali. Per questo weekend, però, la regola – eccezioni locali a parte – sarà quella dell’asciutto.
Lombardia e Nord-Ovest, il caldo si fa sentire anche tra le città pedemontane
Se si restringe lo sguardo sulla Lombardia e sull’area del Legnanese-Rhodense, il copione non cambia: l’alta pressione, quella stessa che tiene a bada le perturbazioni atlantiche, garantirà condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso anche per l’ultimo fine settimana di aprile 2026. I termometri, in questa porzione della regione, segneranno valori massimi compresi tra 24 e 26 gradi – un caldo asciutto, peraltro, che ricorderà molto da vicino i primi assaggi estivi. A Como, Lecco, Sondrio e Verbania si toccheranno i 25 gradi, mentre a Milano la colonnina arriverà senza sforzo a 26. E non sarà solo una questione di cifre: l’afa resterà, fortunatamente, un ricordo lontano, data l’umidità relativa ancora contenuta. Insomma, il territorio compreso tra le Prealpi e la pianura irrigua potrà godere di una parentesi stabile, prima di un eventuale peggioramento – ancora da confermare nei dettagli – previsto per l’inizio della prossima settimana.




