Mondiali, il Curaçao entra nella storia ma la Germania vince 7-1
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Redazione Sport
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Houston – Quando il risultato finale parla di un sette a uno, come quello inflitto dalla Germania al Curaçao nell’esordio del Girone E, è facile archiviare la pratica con l’etichetta di “esecuzione”. E nella sostanza, non ci si allontanerebbe poi molto dalla realtà, perché la macchina da gol di Julian Nagelsmann, il più giovane allenatore del torneo, ha semplicemente fatto ciò che ci si aspetta da una delle candidate alla vittoria finale. Eppure, a guardare bene la sfida del Houston Stadium, ci si accorge che il punteggio non racconta l’intera verità.
Per almeno venti minuti – quelli compresi tra il sesto e il ventiseiesimo – la piccola nazionale caraibica, la più piccola per popolazione (185mila abitanti) mai iscritta al via della competizione, ha tenuto testa ai quattro volte campioni del mondo, regalando alla propria gente un momento che resterà negli annali, al di là del passivo pesante.
La favola spezzata di Advocaat e il tabellino dei sogni
Ad aprire le danze ci aveva pensato Felix Nmecha, il centrocampista del Borussia Dortmund, che al sesto minuto aveva firmato un gol di pregevole fattura su assist di Wirtz, facendo presagire una notte di sofferenza per gli esordienti. Ma la truppa allenata da Dick Advocaat – che a 78 anni e 260 giorni è diventato il commissario tecnico più anziano nella storia dei Mondiali, stabilendo anche il record per il lasso di tempo più lungo tra una prima e un’ultima panchina nella competizione (32 anni) – non aveva alcuna intenzione di fare da sparring partner.
Al ventunesimo minuto, è arrivata la scossa che ha fatto tremare il gigante tedesco: Livano Comenencia, calciatore dello Zurigo che non aveva mai segnato in campionato, ha raccolto un pallone vagante in area e con un sinistro deviato ha superato Manuel Neuer, diventando il primo marcatore della sua nazione in una fase finale del Mondiale. Quell’urlo, liberatorio e storico, ha silenziato per un istante i favoriti, regalando al Curaçao un quarto d’ora di gloria in cui ha creduto, forse, di poter ripetere l’impresa di Davide contro Golia.
La valanga tedesca: testa, rigore e tanta qualità
La reazione della Germania, come spesso accade in queste occasioni, è stata però tremenda. Approfittando del cooling break, Nagelsmann ha riorganizzato le idee e al minuto 38 Nico Schlotterbeck, con un colpo di testa preciso su calcio d’angolo battuto da Nathaniel Brown, ha riportato avanti i suoi. Il primo tempo si è chiuso con un altro colpo basso per i caraibici: un ingenuo fallo di Riechedly Bazoer su Nmecha ha regalato un rigore a Kai Havertz, che dal dischetto non ha sbagliato fissando il 3-1 allo scadere.
Nella ripresa, la differenza tecnica è diventata un abisso. Jamal Musiala, con un diagonale secco al 47’, ha firmato il poker; poi ci hanno pensato il subentrato Deniz Undav – che una volta lavorava in fabbrica prima di sfondare nel calcio che conta – a servire l’assist per il 5-1 di Nathaniel Brown, lo stesso Undav a firmare il sesto gol, e infine Havertz a chiudere i conti con un cucchiaio al 90’.
Se sette reti possono sembrare troppe, per la Germania rappresentano anche un primato: quello di Nazionale con più gol segnati nella storia della competizione, scavalcando addirittura il Brasile.
Il peso specifico del 7-1 tra Top e Flop del Fantacampionato
Se si guarda la partita con gli occhi del Fantacampionato Mondiale, il verdetto è altrettanto impietoso. Nei tre Top della sfida spicca naturalmente Kai Havertz, la cui doppietta (un gol su rigore e un cucchiaio finale) gli è valsa un fantavoto da 13.5. Alle sue spalle, a pari merito con 11.5, troviamo Nathaniel Brown (autore di un gol e un assist, con un 7.5 in pagella) e Deniz Undav, che nonostante un voto più basso (6.5) ha portato a casa lo stesso score grazie ai bonus dei gol. Sul versante opposto, i tre Flop portano tutti la firma del Curaçao.
Il peggiore in assoluto è stato il portiere Eloy Room, che con sette gol subiti ha totalizzato un terrificante -2.5 di fantavoto. Insieme a lui, chiudono la classifica dei peggiori l’attaccante Sontje Hansen e i difensori Riechedly Bazoer e Sherel Floranus, fermi a un magro 4 punti, simbolo di una difesa che, contro un avversario di tale calibro, ha dovuto arrendersi all’evidenza della differenza di valori.




