Lorenzo Cristea ucciso a coltellate fuori dal locale, due arresti: il dolore della famiglia e le condizioni del ferito
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Redazione Interno
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Roberto Cristea scende dall’auto, apre il cancello di casa con un gesto rapido, quasi meccanico. Il taglio di capelli, quel modo di muoversi, ricordano troppo il fratello. Lorenzo, vent’anni, non tornerà più. «Preferiamo non dire altro, grazie», è l’unica frase che concede prima di rientrare nel cortile, mentre la madre Joana, affacciata sulla porta, ripete ciò che aveva gridato ai microfoni di Antenna Tre poche ore prima: «Non torna più!».
Nella notte tra il 4 e il 5 maggio, nel parcheggio della discoteca Playa Beach Club di Castelfranco Veneto, una rissa è degenerata in tragedia. Lorenzo Cristea è morto dopo essere stato accoltellato, mentre un altro giovane, Alessandro Bortolami, 22enne di Zero Branco, è finito in rianimazione con ferite gravi al torace e all’addome. Due i fermati: Badr Rouaji, 19 anni, studente dell’istituto tecnico Scarpa di Montebelluna e cittadino italiano da un anno, e Taha Behnami, 22 anni, entrambi residenti nella stessa zona e ora detenuti nel carcere di Santa Bona con l’accusa di omicidio volontario.
Il titolare del locale, interpellato dai giornalisti, ha cercato di smarcare la responsabilità del locale: «Dentro i ragazzi sono al sicuro, ma non possiamo riportarli fino a casa». Una frase che suona come un tentativo di delimitare i confini di un’eventuale negligenza, mentre le indagini proseguono per ricostruire la dinamica dello scontro, nato da un banale diverbio e finito in un bagno di sangue.
Intanto, per Bortolami arrivano segnali di miglioramento. Ricoverato all’ospedale San Giacomo, ha superato la fase critica, e i medici valutano ora il trasferimento in un reparto ordinario, purché il decorso clinico non subisca battute d’arresto. «La prognosi resta riservata», avvertono però i sanitari, a sottolineare che la strada verso la guarigione è ancora lunga.




