Sciopero scuola, adesione bassa, Valditara minimizza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha commentato l'adesione allo sciopero del comparto scuola del 29 novembre, proclamato da Cgil, Uil e sindacati di base contro i tagli e la mancanza di risorse per la scuola nella Manovra 2025. Valditara ha definito l'adesione bassa, pari al 5,66%, e indicativa di una mancanza di motivazioni sentite da parte del personale. "I dati parlano da soli", ha sottolineato il ministro, riferendosi all'1,48% di adesione tra i dirigenti scolastici e al 5,55% tra i docenti.

Nonostante alcuni istituti siano rimasti chiusi e in alcune zone le adesioni abbiano toccato il 70%, per il ministro dell'Istruzione valgono i numeri ufficiali: questi, seppure parziali, dicono che gli scioperanti nella scuola si sono fermati al 5,66%. Secondo Cgil e Uil, lo sciopero generale di ieri ha avuto un'adesione di "oltre il 70%". Il governo Meloni ha replicato con i numeri del pubblico impiego, appena il 6%. Non ci sono dati per dare definitivamente ragione o torto ai sindacati, ma bisogna ricordare che i dati del governo sono provvisori e riguardano una minoranza dei dipendenti in Italia.

Valditara ha inoltre ribadito l'importanza di lottare contro la marginalità e ha sottolineato come la scuola possa svolgere un ruolo cruciale in questo ambito. Ha anche affermato che il governo attuale è il primo ad affrontare seriamente la questione della sicurezza nell'alternanza scuola-lavoro, un tema che ha suscitato molte polemiche negli ultimi anni.

Il ministro ha invitato a riflettere sui dati e a considerare le reali motivazioni dietro lo sciopero, sottolineando che il 95% dei lavoratori è andato a scuola.

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