Metalmeccanici in sciopero: piazze piene e tangenziale bloccata, la protesta scuote il Paese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lo sciopero nazionale del settore metalmeccanico, proclamato da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm, ha paralizzato gran parte del Paese, confermando un’adesione massiccia che ha lasciato fabbriche deserte e riempito le piazze di tutte le principali città. Le 19 manifestazioni organizzate nelle diverse regioni hanno ribadito con forza la richiesta di un rinnovo immediato del contratto, con obiettivi precisi: aumenti salariali, riduzione dell’orario, stabilizzazione dei rapporti di lavoro e maggiori tutele per la sicurezza. Una mobilitazione che, non a caso, arriva dopo le recenti conquiste nel comparto delle cooperative, dimostrando quanto la pressione sindacale possa incidere sulle trattative.

Ma a dominare la cronaca è stato l’episodio di Bologna, dove la protesta ha oltrepassato i confini del corteo autorizzato. Circa diecimila operai, secondo le stime delle forze dell’ordine, dopo essersi radunati al Parco Nord hanno deviato dal percorso concordato con la Questura, dirigendosi verso la tangenziale e bloccando per quasi un’ora l’ingresso 7 in direzione San Lazzaro di Savena. Un’azione che, se da un lato ha simbolicamente evidenziato la capacità di interrompere il normale flusso delle cose, dall’altro ha esposto i manifestanti a conseguenze giudiziarie. La polizia, infatti, ha annunciato di aver riferito i fatti all’autorità competente, applicando il decreto sicurezza che inasprisce le pene per i blocchi stradali. Una norma criticata da molti, ma che per la prima volta è stata invocata non contro attivisti ambientali o No TAV, bensì contro lavoratori in sciopero.

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