Giubileo dei Catechisti 2024: Fisichella, un Cammino Quotidiano con Cristo
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Redazione Interno
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Nella basilica Vaticana, gremita da una folla di ventimila fedeli giunti da centoquindici Paesi, l’arcivescovo Rino Fisichella ha presieduto la Veglia di preghiera che ha dato avvio al Giubileo dei catechisti. Il pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, nel corso della sua omelia, ha delineato con chiarezza la natura di un servizio che, lungi dall’essere un semplice insegnamento dottrinale, si configura come un “itinerario, un cammino” che si costruisce progressivamente, giorno dopo giorno. Fisichella ha posto al centro della riflessione tre pilastri fondamentali, a partire dalla necessità di ancorare interamente la catechesi alla figura del Cristo Risorto, definito “centro della storia e cuore della fede”.
Il catechista come guida in un cammino di fede
Fisichella ha sottolineato che la catechesi non è una semplice trasmissione di nozioni, ma un percorso vivo che si costruisce giorno dopo giorno insieme a Cristo. Il centro di questo itinerario è la figura del Cristo Risorto, cuore della fede e della storia della salvezza.
La testimonianza concreta di Israel Regalado
Tra i volti che hanno animato l’evento romano spicca quello di Israel Regalado, un giovane di ventotto anni oggi responsabile del catechismo in una parrocchia della periferia estrema di Roma. La sua storia personale, che lo ha portato dal Perù all’Italia, incarna perfettamente quella passione educativa che caratterizza il ministero del catechista. “Quando ricevi qualcosa di bello e autentico, non puoi fare a meno di donarlo agli altri”, ha affermato Regalado, sottolineando come la sua vocazione si esprima nella capacità di incontrare i giovani nel loro contesto di vita.
Un ruolo insostituibile nelle comunità
L’importanza dei catechisti emerge con evidenza soprattutto in quelle regioni del pianeta dove la carenza di sacerdoti è più acuta; sono loro a reggere di fatto il peso pastorale delle comunità, diventando punti di riferimento insostituibili. Il loro ruolo, che spesso li trasforma in veri e propri “padri e madri spirituali”, lascia un’impronta duratura nella memoria di bambini, ragazzi e adulti che attraverso di loro scoprono il Vangelo.
Una Chiesa che rinnova la sua missione educativa
La partecipazione massiccia all’evento giubilare ha dimostrato la vitalità di una Chiesa che intende ravvivare la sua missione educativa. Non un semplice raduno, ma un’occasione per riflettere collettivamente sul cuore di una fede da trasmettere con rinnovato slancio. Educare, in questo senso, significa aprire strade inedite e seminare una fiducia che permette alle nuove generazioni di accogliere la gioia che scaturisce dall’incontro con il Risorto.




