Settantamila giovani in cammino verso Roma per il Giubileo, tra fede e ricerca di pace
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Redazione Interno
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Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, passando per l’Umbria, un fiume di ragazzi si sta muovendo verso la Capitale in occasione del Giubileo dei Giovani, che trasformerà Roma, dal 28 luglio al 2 agosto, in un crocevia mondiale di spiritualità e dialogo. Tra loro, 115 valdostani, parte di un più ampio pellegrinaggio che unisce preghiera e impegno civile, sull’esempio di San Francesco e dei richiami alla riconciliazione lanciati dai Papi. Non si tratta soltanto di un viaggio religioso, ma di un’esperienza collettiva che mescola domande esistenziali, arte e tradizioni, in un intreccio di culture diverse.
Mentre i primi gruppi si preparano all’appuntamento romano, molti hanno già fatto tappa in Umbria, dove hanno sperimentato attività che vanno oltre la devozione. Giovani provenienti soprattutto dalla Polonia e dalle Filippine si sono cimentati nella preparazione della torta al testo, tipica della cucina perugina, o hanno imparato a modellare la ceramica di Deruta. Altri hanno scelto di dedicarsi alle danze popolari, alla giocoleria o a sport insoliti, trasformando le giornate di attesa in un’occasione di scambio e conoscenza.
L’evento, che radunerà oltre un milione di partecipanti da 146 Paesi – inclusi alcuni segnati da conflitti – non è solo una celebrazione, ma un banco di prova per la sicurezza. Oltre al dispiegamento di forze dell’ordine, droni e telecamere, sarà impiegata un’intelligenza artificiale in grado di monitorare i social network e analizzare flussi di comunicazione cifrati, compresi quelli nel dark web. Un sistema sofisticato, pensato per prevenire minacce senza compromettere la natura aperta dell’incontro.




