Taranto, un gol festeggia Danucci e sblocca la finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il freddo pungente di gennaio non ha raffreddato gli animi all'Erasmo Iacovone, dove il Taranto ha trovato, in una semifinale di Coppa Italia di Eccellenza molto sentita, il suo riscatto più netto. Superando con un perentorio 5-1 il Gallipoli, squadra che pure era riuscita a impensierirli in campionato, gli ionici hanno non solo placato le lievi contestazioni di una tifoseria in attesa di segnali chiari, ma hanno soprattutto staccato il biglietto per la finalissima regionale. Lì li attende il Bisceglie, leader solitario del campionato con un margine di dodici punti proprio sui rossoblù, in un confronto che assume i contorni di una rivincita sportiva e di un esame di maturità per una squadra che sembrava aver smarrito la sua strada.

La partita: una reazione a catena offensiva

La gara, che ha visto il ritorno in panchina di mister Danucci dopo un'assenza di circa un mese e mezzo, è stata decisa da una serie di giocate efficaci e da una reattività che era mancata in altre occasioni. Il vantaggio iniziale di Losavio, giunto al settimo minuto, ha infatti subito una momentanea ridimensionamento al trentatreesimo, quando Beitia ha riportato in parità il Gallipoli. Una parentesi di equilibrio, questa, che è durata soltanto due minuti: prima della pausa, infatti, Incerti ha riconquistato il sorpasso dal dischetto, ristabilendo un ordine in campo che nel secondo tempo si è tramutato in dominio incontrastato. Aguilera, allo scadere del primo minuto di ripresa, e la doppietta di Loiodice, autore anche di una "perla" realizzativa al quarantanovesimo, hanno chiuso il discorso, tracciando un punteggio largo che riflette una sostanziale superiorità di gioco e di volontà.

Il significato di un percorso in coppa

L'accesso alla finale, da giocarsi in gara doppia di andata e ritorno, rappresenta per il club ionico un obiettivo concretissimo, l'unico rimasto in palio per questa stagione dopo un campionato che ha visto il Bisceglie prendere un volo solitario. La Coppa Italia, in questo contesto, non è un trofeo di consolazione ma un traguardo ambito che potrebbe convalidare il lavoro di una società che, riaffidando la guida tecnica a Danucci, ha chiaramente puntato a riaccendere la competitività della squadra. Quella dimostrata contro il Gallipoli è stata proprio una risposta di carattere, una capacità di reagire all'avversità – simboleggiata dal momentaneo pareggio avversario – che spesso era sembrata latitare, trasformando la tensione in una forza propulsiva piuttosto che in un freno.

La sfida che aspetta il Bisceglie

Il panorama della finale, ora, disegna un duello dal sapore classico: da una parte il Taranto, carico dalla manita inflitta al Gallipoli e dalla ritrovata fiducia sotto la direzione del suo allenatore; dall'altra il Bisceglie, che sull'ampio margine in classifica può costruire un approccio psicologico diverso, forse più tranquillo ma non per questo meno determinato a completare un possibile double. I rossoblù, che nel match di semifinale hanno mostrato di poter contare su diverse frecce al loro arco – dai gol di Aguilera e Loiodice alla sicurezza dal dischetto di Incerti – sanno di dover elevare ancora il livello per insidiare una formazione che in campionato si è dimostrata superiore. Il campo, in entrambe le gare, dirà l'ultima parola su un trofeo che per entrambe le compagini costituirebbe la chiusura ideale di un lungo percorso.

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