Riscossione, scatta il tracciamento serrato delle cartelle: AdER dovrà aggiornare gli enti ogni mese (o ogni dieci giorni)

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La riforma della riscossione, che già aveva introdotto il meccanismo del discarico automatico delle cartelle esattoriali, compie un ulteriore e sostanziale passo in avanti verso la trasparenza operativa. Non bastava più, infatti, attendere la scadenza quinquennale per la cancellazione dei debiti dall’estratto di ruolo del contribuente – un passaggio, quest’ultimo, che mai ha significato la remissione del credito – se a monte mancava un presidio costante sull’andamento delle partite affidate. È per colmare questa lacuna, evidentemente avvertita come un freno all’efficienza del sistema, che il Ministero dell’Economia ha firmato il decreto attuativo del 29 aprile 2026, imponendo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) un obbligo di monitoraggio continuativo nei confronti degli enti creditori.

Flussi informativi e controlli di congruità

L’elemento centrale del nuovo provvedimento risiede nella periodicità stringente delle comunicazioni; l’agente della riscossione non potrà più limitarsi a fornire un report a consuntivo, ma dovrà alimentare un vero e proprio interscambio telematico mensile. Entro la fine di ogni mese, infatti, l’AdER è tenuta a trasmettere – secondo i tracciati tecnici definiti nell’allegato 1 del decreto – un quadro dettagliato sulle attività di recupero riferite alle quote affidate a partire dal 1° gennaio 2025. Ciò significa che Comuni, Regioni ed enti previdenziali potranno verificare, quasi in tempo reale, se una determinata cartella sia stata effettivamente notificata, se il debitore abbia attivato una rateizzazione o se, al contrario, sia ancora in attesa di una procedura esecutiva. Una delle novità più significative, inoltre, riguarda le tempistiche per alcuni creditori specifici: per gli enti come l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Dogane, l’INPS e l’INAIL, la trasmissione dei dati dovrà avvenire addirittura ogni dieci giorni. Un’accelerazione, questa, che ridisegna profondamente il rapporto tra il concessionario nazionale e i titolari del credito.

Il discarico automatico e le sue eccezioni operative

Sebbene il discarico automatico – operativo per i carichi affidati dal 1° gennaio 2025 – preveda la cancellazione delle cartelle non riscosse entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, il decreto chiarisce puntualmente quando questa meccanica non debba scattare. La norma introduce, infatti, il concetto di “esclusione temporanea” dal discarico per quelle partite che risultano ancora interessate da attività in corso; ne sono un esempio lampante i piani di rateazione attivi, le definizioni agevolate (come la rottamazione), le procedure esecutive o concorsuali, nonché le sospensioni giudiziali della riscossione. In tutti questi casi, l’importo non viene immediatamente restituito all’ente creditore originario, ma resta in gestione all’Agenzia, la quale dovrà segnalare mensilmente lo stato di avanzamento di queste specifiche procedure. È un modo, questo, per evitare che un’automazione del sistema finisca per troncare artificiosamente la possibilità di recupero là dove esista ancora un margine operativo concreto.

La finalità del tracciamento e l’aggiornamento digitale

L’obiettivo sotteso a questa riforma procedurale è duplice e ben riconoscibile. Da un lato, si cerca di “sgonfiare” il magazzino fiscale, separando i crediti inesigibili da quelli ancora vitale, senza però indulgere in facili illusioni di condono; il debito, lo si ribadisce, ritorna all’ente originario che potrà decidere se riaffidarlo, gestirlo in proprio o, eventualmente, stralciarlo. Dall’altro lato, si impone un rigore gestionale che mancava in passato, quando le comunicazioni erano spesso sporadiche. Per accompagnare questa transizione, l’AdER ha già provveduto a potenziare i canali digitali a disposizione dei cittadini, rilasciando ad aprile la nuova versione del servizio “Situazione debitoria – Consulta e paga”. Un’interfaccia, quest’ultima, accompagnata da una guida operativa, che permette ai contribuenti – seppur questo aspetto sia solo uno specchio della macchina amministrativa – di ottenere un prospetto unico e aggiornato delle proprie pendenze. Resta inteso, comunque, che il fulcro del provvedimento è il rapporto tra enti e concessionario: una comunicazione serrata, basata su controlli di congruità, per monitorare il denaro pubblico senza più zone d’ombra.

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