Nuovi flussi informativi e validazione unica, la riscossione cambia passo tra tracciamento mensile e tax free semplificato
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Redazione Economia
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La macchina della riscossione, che da sempre rappresenta un intricato groviglio di attese e incomunicabilità tra enti, sta tentando una decisa sterzata verso la trasparenza operativa. A distanza di oltre un anno dall’entrata in vigore delle ultime riforme in materia, si concretizzano ora due interventi normativi destinati a incidere profondamente sui rapporti tra l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, i creditori pubblici e i contribuenti, sia per quanto riguarda le procedure ordinarie sia per il tax free dedicato ai viaggiatori extra Unione europea. L’amministrazione finanziaria, attraverso una determinazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 28 aprile scorso, ha infatti disciplinato le modalità procedurali per l’attuazione di quel processo di validazione unica delle fatture tax free che entrerà in vigore il prossimo luglio, mentre sul fronte interno è arrivato il decreto attuativo che impone flussi informativi serrati sugli esiti della riscossione. Si tratta, in entrambi i casi, di misure che abbandonano la logica della comunicazione episodica per abbracciare un modello di controllo continuativo, sebbene con finalità profondamente diverse.
Tax free shopping, addio ai timbri multipli con la validazione unica
Per i viaggiatori domiciliati fuori dall’Unione europea, l’esperienza dello shopping in Italia sta per diventare meno burocratica. La determinazione n. 248879 dell’ADM, pubblicata alla fine di aprile, introduce una procedura innovativa che consentirà di gestire in un unico atto la validazione di più fatture riferite al medesimo cessionario, proprio nel momento cruciale dell’uscita dal territorio doganale. In precedenza, l’esercente che vendeva un prodotto – e l’intermediario incaricato del rimborso – doveva spesso gestire una mole di pratiche distinte per ogni singolo acquisto, un sistema che generava code e inefficienze negli scali aeroportuali; con la nuova disciplina, invece, si potranno aggregare i documenti, a patto che si tratti di fatture emesse ai sensi dell’articolo 38-quater del Dpr n. 633/1972. Tuttavia, questa semplificazione non opera in automatico né è priva di paletti: la procedura richiede un consenso informato e reciproco tra cedenti, cessionari e intermediari, una sorta di patto di mutua disponibilità che permetta la condivisione dei dati commerciali su una piattaforma comune come il sistema Otello 2.0. Chi non vorrà aderire a questo circuito resterà probabilmente ancorato alle procedure ordinarie, più lente e frammentate.
Dal tax free al recupero crediti, la sfida della digitalizzazione
L’aspetto più interessante della riforma del tax free risiede nella tensione tra l’efficienza tecnologica e la protezione della privacy. L’interoperabilità tra i diversi intermediari (cioè quei soggetti privati che anticipano il rimborso dell’Iva al turista) sarà possibile solo se questi ultimi avranno preventivamente ottenuto l’autorizzazione a trattare i dati relativi anche ad operazioni che non hanno gestito direttamente. L’Agenzia delle Dogane, da parte sua, pubblicherà le istruzioni operative per la manifestazione di questa adesione, cercando di standardizzare un settore storicamente frammentato. Spostando lo sguardo dal commercio internazionale alla fiscalità domestica, lo stesso principio di tracciabilità applicato ai flussi informativi degli esattori dimostra come la digitalizzazione stia permeando ogni angolo del sistema. Laddove nel tax free si cerca di alleggerire il peso degli adempimenti per chi esce dai confini nazionali, nella riscossione ordinaria si utilizza la tecnologia per stringere il cerchio attorno ai debitori e, paradossalmente, per sgravare automaticamente le cartelle inesigibili.
Cartelle, arriva il monitoraggio serrato e il discarico automatico
Sul fronte della riscossione coattiva, il decreto del Ministero dell’Economia firmato dal direttore generale Giovanni Spalletta ha dato attuazione a un tassello cruciale del decreto legislativo n. 110/2024: il sistema di monitoraggio continuo delle cartelle affidate. Non si tratta di una semplice comunicazione di fine anno, bensì di un vero e proprio flusso telematico mensile che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà inviare agli enti creditori (dai comuni alle regioni, passando per l’Inps) entro la fine di ogni mese, riferendo i dati relativi al mese precedente. Questi report riguarderanno esclusivamente le quote affidate dal 1° gennaio 2025 e conterranno informazioni granulari: lo stato delle procedure, le somme effettivamente incassate, le eventuali sospensioni in atto e i piani di rateizzazione in corso. È un cambio di paradigma notevole perché, in passato, l’ente creditore restava spesso all’oscuro dell’evoluzione dei lavori per anni, scoprendo solo a posteriori che il credito non era stato recuperato; ora, invece, può esercitare un controllo quasi in tempo reale sull’operato dell’agente della riscossione, verificando la congruenza dei dati e preparandosi al momento del discarico.
La cancellazione automatica (solo apparente) dal ruolo del contribuente
Uno dei punti più fraintesi di questa riforma – e che merita una trattazione analitica – è la natura del discarico automatico. Molti contribuenti potrebbero aver tratto in inganno la notizia secondo cui le cartelle non incassate vengono “cancellate” dall’estratto di ruolo; se è vero che l’Agente della Riscossione le rimuove dal proprio portafoglio di competenza al 31 dicembre del quinto anno successivo all’affidamento, è altrettanto vero che l’importo resta dovuto e torna nella piena disponibilità dell’ente creditore originario. In pratica, si tratta di un meccanismo di “sgombero del magazzino” per evitare l’accumulo di posizioni ormai considerate inesigibili dall’agente della riscossione, ma il debito non si estingue magicamente: l’ente potrà riaffidarlo a soggetti privati o, in alcuni casi, tentare nuovamente la riscossione diretta. Il monitoraggio mensile serve proprio a gestire questa transizione, evidenziando separatamente le quote che, pur essendo in scadenza, sono temporaneamente escluse dal discarico automatico perché oggetto di sospensioni giudiziali, procedure concorsuali o piani di rateizzazione in corso. A corollario di questo sistema, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha recentemente rilasciato una nuova versione del servizio “Situazione debitoria”, accompagnata da una guida operativa che permette ai cittadini di consultare in tempo reale cartelle, avvisi, rateizzazioni e definizioni agevolate, fornendo un prospetto chiaro degli importi residui e degli enti creditori effettivi. Ne deriva un quadro in cui la trasparenza serve sia al fisco per monitorare i propri agenti, sia al cittadino per districarsi in una matassa di adempimenti che, seppur alleggerita dal discarico formale, non ha ancora perso la sua sostanza debitoria. **




