ANSO contro la web tax

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Associazione Nazionale Stampa Online (ANSO) ha espresso una forte opposizione alla recente modifica della norma sull'imposta sui servizi digitali, introdotta nella Legge di Bilancio 2025. La nuova disposizione, che elimina il precedente limite quantitativo di 5,5 milioni di euro di volume d'affari annuo, estende la platea dei soggetti destinatari della web tax, colpendo in modo significativo le piccole aziende editoriali locali e iper-locali.

La web tax, introdotta in Italia nel 2020, prevedeva un prelievo del 3% sui ricavi delle transazioni via internet per le aziende digitali con un fatturato di almeno 750 milioni di euro, di cui almeno 5,5 milioni realizzati in Italia. Tuttavia, con la nuova manovra, il governo ha deciso di ampliare la base imponibile, eliminando le soglie di fatturato e includendo così un numero maggiore di imprese nel regime fiscale.

Secondo ANSO, questa modifica normativa rappresenta un duro colpo per il settore del giornalismo digitale, già fortemente provato dalla crisi economica e dalla crescente concorrenza delle grandi piattaforme online. Le piccole testate locali, che basano il loro modello di business principalmente sui ricavi da pubblicità online, rischiano di essere ulteriormente penalizzate da questa nuova imposizione fiscale.

La decisione del governo Meloni di modificare l'imposta sui servizi digitali ha suscitato numerose polemiche e preoccupazioni tra gli operatori del settore.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.