Meta abbandona fact-checking e programmi di diversità

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Meta, ha recentemente annunciato una serie di cambiamenti significativi nelle politiche aziendali, che potrebbero avere ripercussioni globali. Dopo aver eliminato il fact-checking su Facebook e Instagram negli Stati Uniti, Zuckerberg ha deciso di estendere questa misura anche al resto del mondo. I fact-checkers, che avevano il compito di contrastare la disinformazione, saranno sostituiti da note comunitarie simili a quelle utilizzate su X (precedentemente noto come Twitter).

Parallelamente, Meta ha deciso di abbandonare i principali programmi di diversità, equità e inclusione (Dei). Questi programmi, che miravano a tutelare le minoranze durante i processi di assunzione, formazione e scelta dei fornitori, non saranno più una priorità per l'azienda. La decisione di Zuckerberg di eliminare tali iniziative è stata interpretata come un tentativo di allinearsi maggiormente con le politiche di Donald Trump, superando persino Elon Musk in questo approccio.

Secondo il New York Times, Zuckerberg ha anche modificato le policy interne riguardanti i temi di diversità e inclusione, a partire dai bagni degli uffici. Gli assorbenti, precedentemente disponibili nei bagni per gli uomini, sono stati rimossi, segnando un ulteriore passo verso una nuova linea aziendale.

Questi cambiamenti rappresentano una svolta radicale per Meta, un'azienda che, fino a poco tempo fa, si presentava come un baluardo dell'inclusione e del progresso.

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