Cristian Chivu si presenta all’Inter: "Interismo e coraggio, vogliamo portare il club in alto"
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Redazione Sport
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Cristian Chivu ha parlato per la prima volta da allenatore dell’Inter durante la conferenza stampa tenuta a Los Angeles, dove la squadra si sta preparando per il Mondiale per Club. L’esordio è in programma martedì 17 giugno al Rose Bowl di Pasadena contro il Monterrey, alle 18:00 ora locale (le 03:00 del 18 giugno in Italia). Il tecnico, che ha sostituito Simone Inzaghi, ha subito chiarito il suo approccio: niente rivoluzioni immediate, ma continuità con il lavoro svolto in precedenza.
"È un grande onore essere qui", ha detto Chivu, sottolineando l’importanza del torneo, che per la prima volta vede protagonista l’Inter. "Ognuno farà del proprio meglio per vincere. È qualcosa di nuovo, anche se siamo ancora nella vecchia stagione". Il riferimento al "nuovo, vecchio progetto" lascia intendere che non ci saranno strappi bruschi rispetto al passato, ma piuttosto un’evoluzione di quanto costruito dal club e dallo staff precedente.
Tra i retroscena più curiosi, la telefonata con José Mourinho, che ha segnato l’inizio del percorso nerazzurro di Chivu come giocatore. "L’ho sentito al telefono, abbiamo parlato", ha rivelato senza aggiungere particolari, ma lasciando trapelare un legame ancora forte con l’ex allenatore. Quanto a Inzaghi, il nuovo tecnico ha evitato commenti diretti, preferendo concentrarsi sul futuro.
Sul capitano Mkhitaryan, 36 anni compiuti da poco, Chivu ha tagliato corto: "Domanda sbagliata!". Un modo per sdrammatizzare, ma anche per ribadire che l’età non sarà un fattore determinante nelle sue scelte. Quello che conta, ha spiegato, è "l’interismo e il coraggio", valori che vuole trasmettere alla squadra.
Intanto, l’Inter si allena sotto il sole californiano, con l’obiettivo di affrontare al meglio il Mondiale per Club. Il Monterrey sarà il primo ostacolo, ma Chivu, pur senza stravolgere il gruppo, ha già iniziato a imprimere la sua idea. Le sue parole, concise ma cariche di significato, lasciano intuire una leadership pragmatica, lontana dai proclami e basata sul lavoro.
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