Dietro gli strani movimenti della portaerei cinese, una rotta che inquieta Tokyo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tensione nel quadrante marittimo tra Cina e Giappone, da mesi palpabile, conosce una nuova, significativa escalation. Il ministero della Difesa nipponico ha infatti segnalato che un cacciatorpediniere cinese Type 054 ha seguito una rotta inconsueta, navigando verso sud-est tra Okinawa e Miyakojima per poi dirigersi verso le vastità dell'Oceano Pacifico; un'unità gemella, nel contempo, ha proseguito la sua navigazione verso est attraverso lo stretto di Osumi. Questi movimenti, che i analisti definiscono atipici per modalità e traiettorie, alimentano le preoccupazioni di Tokyo, la quale osserva da tempo un'intensificazione delle operazioni navali di Pechino in acque considerate strategiche.

Pattugliamenti congiunti e bombardieri strategici

La dimensione aerea del confronto, del resto, non è certo meno tesa. Come reso noto dalle autorità giapponesi, due bombardieri strategici russi Tu-95, notoriamente in grado di trasportare armamenti nucleari, hanno condotto un'operazione congiunta con due bombardieri cinesi H-6. I velivoli, partiti dal Mar del Giappone per poi convergere sul Mar Cinese Orientale, hanno effettuato un lungo pattugliamento che si è spinto fino al Pacifico, costringendo la Forza di Autodifesa giapponese a far decollare i propri jet per un'azione di monitoraggio costante e attento. Questa collaborazione militare, seppur non inedita, assume in questo frangente un significato particolare, accentuando la percezione di una pressione coordinata sulle aree periferiche dell'arcipelago nipponico.

L'incidente dei radar di fuoco e le proteste diplomatiche

A complicare ulteriormente un quadro già di per sé intricato, si è inserito un episodio che Tokyo non ha esitato a definire "estremamente deplorevole". Il ministro della Difesa giapponese ha protestato ufficialmente con Pechino dopo che alcuni caccia cinesi, nelle acque internazionali al largo di Okinawa, avrebbero puntato il radar di tiro contro degli F-15 nipponici. Questa pratica, nota come "illuminazione" del radar, costituisce una manovra considerata ostile e potenzialmente pericolosa, poiché simula, nella fase che precede l'effettivo lancio, l'acquisizione del bersaglio. Le autorità di Tokyo hanno sottolineato come tali gesti siano andati "oltre quanto necessario per la sicurezza del volo", segnando un'ulteriore, pericolosa soglia nella già difficile gestione degli incidenti in aria e in mare.

La posta in gioco strategica e le implicazioni

Le mosse navali atipiche, i voli congiunti con la Russia e l'impiego dei radar di fuoco appaiono come tessere di uno stesso mosaico, quello della sfida al controllo di spazi cruciali. La regione di Okinawa, in particolare, rappresenta un nodo geopolitico di primaria importanza, sede di basi militari statunitensi e punto di accesso al Pacifico. Le azioni cinesi, che Pechino descrive come esercitazioni normali e legittime nelle acque internazionali, vengono interpretate da Tokyo come tentativi di testare e forzare i propri perimetri di sicurezza, di abituare la regione a una presenza militare sempre più incisiva e di contestare, di fatto, la superiorità marittima tradizionalmente esercitata dal Giappone e dai suoi alleati in quelle zone.

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