Scuola italiana e la controversia sulla Divina Commedia
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Redazione Interno
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Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha espresso il suo sconcerto per il rifiuto allo studio di Dante emerso in una scuola media di Treviso. Ha dichiarato di essere sconcertato dal fatto che in Italia si possa permettere il rifiuto allo studio di Dante, il sommo Poeta. Dante è il padre della lingua italiana e l'autore della Divina Commedia, un testo enciclopedico fondamentale per la nostra cultura ed espressione autentica dell'umanesimo che ha portato al Rinascimento.
Una richiesta precisa è stata rivolta alle famiglie di religione non cattolica, che ha portato a due studenti "esonero" per lo studio di Dante. Una docente di lettere delle scuole medie Felissent di Treviso ha chiesto agli studenti musulmani se volessero evitare lo studio della Divina Commedia. Questo testo, nel ventottesimo canto dell'inferno, descrive Maometto come portatore di scisma.
Lo scrittore Camon ha espresso il suo punto di vista sulla questione, sottolineando che studiare Dante non significa convertirsi. Se due studenti musulmani studiano in Italia e vogliono prendersi una licenza (di scuola media) o una maturità (superiore) in Italia, devono imparare quello che imparano i loro coetanei italiani. Non ci può essere una licenza media o una maturità rilasciate in Italia ma depurate di tutto ciò che non è in linea con l'Islam. Se uno studente non vuole studiare e imparare Dante perché Dante non è islamico, questo rappresenta un problema.




