Calhanoglu, il ritorno alla centralità: "Mai pensato di lasciare l'Inter"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Dopo un'estate trascorsa a navigare in un mare di indiscrezioni, che lo avevano visto più volte sul punto di abbandonare Milano, Hakan Calhanoglu ha deciso di tagliare corto, utilizzando la platea internazionale di una partita della sua Turchia per chiudere definitivamente ogni discorso. Le sue parole, nette e inequivocabili, hanno il sapore di un manifesto di intenti: "Non è mai successo niente. Io sono stato sempre un giocatore dell’Inter, quindi sono contento di continuare e faccio tutto per il club, perché sono un giocatore dell’Inter". Una dichiarazione che, arrivata al termine di una prestazione di livello superbo contro la Bulgaria, nella quale ha imbeccato i compagni con tre assist per il rotto della cuffia nel 6-1 finale, assume un peso specifico ancora maggiore, dimostrando come l'equilibrio ritrovato in campo sia figlio di una ritrovata serenità.
La doppia leadership in Inter e in nazionale
Quella di Calhanoglu appare ormai come una centralità indiscutibile e duplice, un perno attorno al quale ruotano sia il gioco della Turchia di Vincenzo Montella sia, in misura sempre più marcata, quello dell'Inter. Giorno dopo giorno, il centrocampista turco si è ripreso un ruolo di primo piano nel progetto nerazzurro, riconquistando quella leadership che, sebbene mai messa in discussione in nazionale, aveva mostrato qualche crepa nel complicato finale della scorsa stagione. Le sue prestazioni in questo avvio di campionato, caratterizzate da un controllo di gioco meticoloso e da una visione che pochi possiedono, stanno silenziando le voci che lo accompagnavano fino a poche settimane fa, restituendogli quell'autorevolezza che gli spetta di diritto.
Il caso Yildiz e l'elogio per un possibile Pallone d'Oro
Proprio in quella stessa serata in cui ha spento i rumors sul suo conto, Calhanoglu ha però acceso i riflettori su un altro talento turco, Kenan Yildiz, suo compagno di nazionale ma avversario in Serie A. La stella della Juventus, infatti, ha continuato a brillare in maniera accecante anche con la maglia della Turchia, segnando una doppietta che ne ha confermato lo stato di grazia. "Io no, ma lui può vincerlo", ha affermato con schiettezza Calhanoglu, riferendosi al Pallone d'Oro e riconoscendo senza mezzi termini le straordinarie qualità del giovane bianconero, che Montella ha saputo inserire al centro di un progetto ambizioso, trovando una risposta immediata e piena di sostanza.
La stabilità ritrovata e il futuro in nerazzurro
Lasciandosi alle spalle le mezze polemiche e le troppe illazioni che hanno caratterizzato i mesi estivi, il calciatore ha ritrovato una condizione fisica e mentale ottimale, elemento fondamentale per un regista il cui valore è inscindibile dalla lucidità. La sua dichiarazione d'amore per il club nerazzurro, arrivata dopo una partita di alto profilo internazionale, suona come l'atto conclusivo di una piccola saga mediatica e come il punto di partenza per una stagione che lo vede, ormai, di nuovo completamente concentrato sul dare il massimo per la causa dell'Inter, di cui si sente parte integrante e in cui intende spendersi senza riserve.




