L’Egitto sta lassù, studia la geografia: la lezione di Sangiuliano a Bonelli finisce in una gaffe in diretta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Non è certo la prima volta che un dibattito politico televisivo, e specialmente quelli che affrontano le complesse dinamiche del Medio Oriente, si trasformi in un palcoscenico per scivoloni e colpi di scena. Ieri sera, mercoledì 11 marzo, nello studio de L’Aria che tira su La7, la sceneggiatura della puntata è stata riscritta da un imprevedibile incrocio tra una lezione di geopolitica e una gaffe da manuale. Il protagonista, loro malgrado, è stato Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, il quale, impugnata con entusiasmo la bacchetta del conduttore David Parenzo – quasi a voler marcare un territorio di competenza e autorevolezza – si è avvicinato al maxischermo che riportava la cartina dell’area per illustrare la sua tesi. L’intenzione, evidentemente, era quella di smontare pezzo per pezzo le alleanze regionali e le posizioni di chi, come l’ex ministro Gennaro Sangiuliano presente in studio, sostiene la linea più dura sostenuta dall’amministrazione Trump contro gli obiettivi dei pasdaran in Iran.
L’entusiasmo del commentatore e il tradimento della cartina
Bonelli, nel suo tentativo di dimostrare come certi regimi repressivi dell’area, tra cui l’Arabia Saudita, vengano talvolta percepiti in modo ambiguo dall’Occidente, ha cominciato a roteare la bacchetta con fare paternalistico, quasi fosse un maestro elementare intento a spiegare l’abc a scolari distratti. “Vedete la Siria? Vi ricordate? Al Qaeda tagliava le gole”, ha scandito, e poi ancora “e l’Arabia Saudita?”. Fino a quando il suo discorso, che si facevia via via più articolato e colmo di riferimenti alle recenti tensioni – inclusa la questione dei raid in Libano e le complesse rotte nello Stretto di Hormuz che tanto preoccupano i mercati energetici – è giunto al dunque: “E l’Egitto?”. È stato in quel frangente, quando la geografia avrebbe dovuto sorreggere la narrazione politica, che la costruzione è crollata. La sua bacchetta, invece di posarsi sui territori del Nilo e dei faraoni, è salita goffamente verso nord, verso le coste turche o forse l’altopiano siriano, in una zona della cartina dove l’Egitto, notoriamente, non è mai stato. “L’Egitto sta su… dove sta?”, ha chiesto, quasi sperando che la mappa potesse correggersi da sola.
La replica tagliente e il curriculum geografico di Sangiuliano
A quel punto, la scena è passata di mano. Se Parenzo ha tentato un bonario intervento per riportare ordine, indicando lui stesso la posizione corretta del Paese nordafricano, è stata la reazione di Gennaro Sangiuliano a cristallizzare il momento in un botta e risposta destinato a fare il giro del web. L’ex ministro della Cultura, forte di una presenza pacata ma attenta, non si è lasciato sfuggire l’occasione. Con una punta di ironia che non ammetteva repliche, ha guardato Bonelli e gli ha intimato: “No, l’Egitto sta là. Impara la carta geografica. Studia”. Una stoccata secca, che qualcuno in studio e sui social non ha potuto fare a meno di notare come una sorta di rivincita karmica per lo stesso Sangiuliano, il quale, non molti mesi fa, era finito al centro delle cronache per un suo personale scivolone cartografico, quando parlò di Times Square collocandola erroneamente a Londra. Il richiamo allo studio, insomma, suonava come un paradosso che rendeva lo scambio ancora più gustoso per i telespettatori.
Quando la foga militante fa perdere di vista l’abc
Al di là della baruffa televisiva, che certo intrattiene e alimenta il dibattito social, l’episodio solleva una riflessione più profonda sul modo in cui si affrontano certi temi complessi. In un contesto internazionale incandescente, dove il presidente Trump torna a giocare un ruolo da protagonista nelle alleanze mediorientali e dove ogni giorno arrivano notizie di vittime nei raid, di tensioni diplomatiche e di mosse strategiche tra Stati Uniti e Iran, la precisione delle informazioni dovrebbe essere il presupposto minimo. La foga di voler primeggiare nel contraddittorio, di marcare una posizione più radicale o più allineata con le istanze della propria parte politica, può giocare brutti scherzi, facendo dimenticare persino la posizione di uno Stato chiave come l’Egitto, crocevia storico di conflitti e trattative di pace. Bonelli, nel suo appassionato intervento, ha perso di vista quel dettaglio, offrendo involontariamente a Sangiuliano la possibilità di impartire una lezione che, forse, più che al leader di Avs, era indirizzata a un pubblico più ampio, colto nel ruolo di giudice. Il video dello scambio, inevitabilmente, sta spopolando, consegnando agli archivi televisivi un momento in cui la serietà del conflitto in Medio Oriente si è per un attimo intrecciata con il cabaret involontario della diretta.




