Corte Ue, la sentenza sul caso Juventus cambia la giustizia sportiva

Corte Ue, la sentenza sul caso Juventus cambia la giustizia sportiva
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La Corte Ue ha dato ragione ad Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene nella vicenda legata al caso plusvalenze della Juventus, con una decisione destinata a incidere sul funzionamento della giustizia sportiva italiana. Il pronunciamento, atteso da oltre due anni e preceduto dall'orientamento espresso dall'avvocato generale della Corte, stabilisce che le sanzioni sportive che incidono sulle libertà garantite dal diritto dell'Unione Europea devono poter essere sottoposte al controllo di un giudice dotato del potere di annullarle e di adottare misure provvisorie. Il verdetto viene descritto come una svolta importante, pur senza essere considerato un cambiamento tale da stravolgere nell'immediato l'intero sistema.

La decisione della Corte Ue e il ricorso di Agnelli e Arrivabene

La vicenda nasce dai ricorsi presentati da Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene contro le squalifiche ricevute nell'ambito del caso relativo ai bilanci della Juventus. L'ex presidente bianconero aveva chiesto al Tar del Lazio di annullare l'inibizione di 24 mesi inflitta dalla Figc nel gennaio 2023 per la vicenda plusvalenze. Il tribunale amministrativo aveva però dovuto confrontarsi con il quadro normativo italiano, che mantiene separati i percorsi della giustizia sportiva e di quella ordinaria. Proprio per chiarire questo aspetto, la questione era stata rimessa ai giudici del Lussemburgo, la cui risposta è arrivata dopo un'attesa durata più di due anni.

Secondo quanto affermato dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, le decisioni della giustizia sportiva non possono rimanere sottratte al controllo di un giudice indipendente quando incidono sulle libertà tutelate dal diritto dell'Unione. Il principio indicato dalla Corte apre quindi alla possibilità che tali provvedimenti siano impugnati davanti alla magistratura ordinaria e, nei casi previsti, anche annullati. Per questo motivo la decisione è stata definita da più parti una svolta destinata a segnare un vero e proprio "anno zero" per il sistema della giustizia sportiva italiana.

Cosa cambia per la giustizia sportiva e per il caso Juventus

L'effetto principale della sentenza riguarda il rapporto tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria. Fino a oggi le due procedure hanno viaggiato su binari distinti, mentre il pronunciamento della Corte europea afferma che le sanzioni sportive che incidono sui diritti garantiti dall'ordinamento dell'Unione devono poter essere esaminate da un giudice indipendente con il potere di intervenire sui provvedimenti adottati. In prospettiva, questo significa che i verdetti della giustizia sportiva potranno essere sottoposti a un controllo più ampio rispetto a quanto avvenuto finora, modificando un assetto che era rimasto invariato nel tempo.

Per Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene la decisione rappresenta l'accoglimento delle ragioni sostenute nei ricorsi presentati contro le sanzioni ricevute. Il testo disponibile evidenzia che la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha riconosciuto la necessità che tali decisioni possano essere valutate da un giudice con il potere di annullarle e di adottare misure provvisorie. Il materiale fornito richiama inoltre l'interrogativo sulle conseguenze concrete per Agnelli e Arrivabene e fa riferimento a un'intervista concessa a SportMediaset per approfondire il significato della pronuncia, senza riportarne però il contenuto. La portata della sentenza, per quanto descritta come rivoluzionaria, riguarda soprattutto i principi destinati a disciplinare i futuri rapporti tra giustizia sportiva e magistratura ordinaria.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.