Lucio Presta, la sua verità sulla rottura con Amadeus e le parole di fuoco sulla moglie: “Giovanna Civitillo lavora contro di me”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel suo libro “L’uragano”, edito da Piemme, Lucio Presta non si limita a ripercorrere gli anni d’oro della sua carriera, quelli che lo hanno visto diventare l’agente più influente della televisione italiana, ma scava nel profondo delle ferite, in quelle lacerazioni professionali e umane che, come scrive, bruciano ancora. E tra queste, una delle più dolorose sembra essere la fine del sodalizio con Amadeus, un rapporto che Presta ricostruisce attribuendo parte della responsabilità a Giovanna Civitillo, la moglie del conduttore. L’agente, che pure aveva contribuito in maniera determinante all’ascesa professionale di Amadeus, arrivando a scrivere con lui le prime edizioni del suo “Dizionario” e a gestire le sue quattro edizioni vincenti del Festival di Sanremo, racconta di essere stato messo da parte alla vigilia dell’ultimo Festival in Rai, prima del passaggio del conduttore al Nove.

“Molti dicono che sia la moglie a consigliare ad Amadeus di avermi vicino, ma è falso: se c’è una persona che lavora contro di me è proprio Giovanna”, scrive Presta senza mezzi termini -2. Un’affermazione che l’agente correda con una serie di presunti favori professionali concessi alla Civitillo, dalla sponsorizzazione con Costa Crociere, che le avrebbe fruttato un compenso mai guadagnato prima, alle televendite nel programma di Antonella Clerici, il tutto senza mai intascare una percentuale. È in questo clima di presunta ingratitudine, unito a consigli ricevuti da alcuni dirigenti Rai secondo i quali “tutti i meriti se li prende Presta”, che l’agente individua la genesi del tradimento -8.

L’altra rottura, quella con Paolo Bonolis, e il ruolo di Sonia Bruganelli

Ma la bufera scatenata dal memoir non si ferma al caso Amadeus. Il capitolo forse più atteso, e certamente più duro, riguarda la frattura con Paolo Bonolis, un’altra colonna portante della carriera di Presta. Nel ricostruire l’allontanamento, l’agente punta il dito contro Sonia Bruganelli, all’epoca moglie del conduttore, descrivendo una dinamica da giallo familiare che avrebbe avvelenato il rapporto. Secondo il racconto di Presta, tutto sarebbe precipitato nel 2024, in un periodo già delicato per Bonolis, reduce dalla separazione. In quel frangente, il conduttore stava valutando un ritorno in Rai, una strategia suggerita proprio dal suo agente ma che, stando alla ricostruzione, avrebbe incontrato la ferma opposizione dell’ex moglie. Un eventuale ritorno al servizio pubblico, secondo Presta, avrebbe ridotto le possibilità produttive legate a Bruganelli e le sue chance di ricoprire ruoli di primo piano in Mediaset, come quello di opinionista all’Isola dei Famosi -3-5.

Ed è in questo scenario, sempre secondo la versione del manager, che Bruganelli avrebbe giocato la carta più sporca, confidando a Bonolis di averlo tradito anni prima proprio con Presta. Un’accusa che l’agente respinge con decisione, definendola una menzogna costruita per allontanarlo. La reazione di Presta, così come la riporta lui stesso, sarebbe stata altrettanto dirompente: di fronte a Bonolis, avrebbe risposto all’accusa elencando una serie di presunti amanti della stessa Bruganelli. “Ti vorrei dire che tua moglie è stata con quel chirurgo, quel noto conduttore, quel noto cantante che ha vinto Sanremo, quel noto ballerino, quel dirigente e altri che vorrei evitarti”, avrebbe detto Presta a Bonolis, sostenendo che quelle informazioni gli erano state confidate dalla stessa Bruganelli in passato -5-6.

Le prove registrate e l’affondo sull’ex amico

Un racconto che trasforma una separazione professionale in un vero e proprio psicodramma. Presta arriva a definire l’atteggiamento di Bonolis come una forma di “sindrome di Stoccolma”, descrivendolo come un uomo prigioniero di un legame tossico e incapace di sottrarsi all’influenza dell’ex moglie -6-7. Per suffragare la sua versione, l’agente dichiara di possedere delle prove, in particolare di aver registrato l’incontro cruciale con Bonolis durante il quale vennero affrontate queste accuse incrociate. Non solo: afferma di poter indicare testimoni, come costumisti e truccatori, in grado di confermare la sua ricostruzione dei fatti -1. Una dichiarazione che, se fosse vera, trasformerebbe un retroscena da salotti televisivi in una vicenda dai contorni quasi giudiziari, anche se per ora tutto resta confinato nelle pagine del libro e nelle repliche, ancora non arrivate, dei diretti interessati. Quello che emerge, al di là della verità oggettiva, è il ritratto di un ambiente professionale in cui i confini tra lealtà lavorativa e dinamiche personali appaiono definitivamente crollati.

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