Bergamo e Treviglio, cinque minori denunciati per i furti durante le proteste studentesche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le manifestazioni studentesche che tra sabato 17 e lunedì 19 ottobre hanno attraversato Bergamo e Treviglio hanno prodotto un bilancio giudiziario preciso: cinque minorenni sono stati denunciati a piede libero per i disordini e i furti avvenuti nei supermercati delle due città. Le contestazioni, a vario titolo, riguardano furto, danneggiamento, lancio pericoloso di cose, travisamento, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità.

Tre dei provvedimenti sono scattati nel capoluogo, mentre gli altri due sono stati emessi a Treviglio, dove pure si è snodato un corteo non autorizzato.

L'assalto al Gigante e il saccheggio alla Coop

Il primo episodio risale a sabato pomeriggio, quando un gruppo di giovanissimi ha fatto irruzione nel supermercato «Il Gigante» di via Bono a Bergamo. Secondo la testimonianza di un cliente settantacinquenne presente all'interno del punto vendita, i ragazzi – alcuni con il volto coperto – si sono diretti verso gli scaffali di biscotti, cioccolato e frutta, prelevando merce e costringendo i presenti a urlare per lo spavento. Nella fuga hanno rotto un vetro della porta scorrevole e spinto un carrello.

Lunedì mattina la scena si è ripetuta alla Coop di Treviglio, a poca distanza dall'Isis Oberdan, dove un gruppo di minorenni è entrato nel supermercato asportando generi alimentari; uno di loro è stato fermato dagli agenti all'uscita con lo zaino pieno di merce rubata.

Le identificazioni tra Bergamo e la Bassa

Il bilancio complessivo della giornata di lunedì parla di trenta minorenni identificati dalle forze dell'ordine. Ventitré sono stati accompagnati in Questura a Bergamo dopo essere stati fermati in via Taramelli, altri due sono stati identificati al commissariato di Treviglio e cinque sono stati controllati dai carabinieri. Molti di loro avevano con sé passamontagna e maschere, senza indossarli al momento del fermo. Tra i ragazzi identificati figurano anche alcuni partecipanti ai disordini di sabato.

A Treviglio la manifestazione ha coinvolto oltre mille studenti, radunatisi davanti all'Oberdan e in piazza Setti prima di muoversi in corteo senza un itinerario concordato con le autorità.

Sassi, petardi e il presidio in Porta Nuova

A Bergamo la mattinata è cominciata intorno alle 8.30 con un assembramento alla stazione ferroviaria, da cui i manifestanti si sono diretti verso Porta Nuova. Qui è stato fatto esplodere un grosso petardo e sono stati lanciati sassi, bottiglie e cestini in direzione degli agenti che scortavano il corteo; nessuno è rimasto ferito. La questura ha smentito la ricostruzione fornita da un portavoce dei «Giovani palestinesi», secondo cui fin dalle sette un centinaio di poliziotti avrebbe rastrellato ragazzi stranieri in stazione e fatto scendere studenti dai bus scolastici.

Nel pomeriggio un nuovo presidio di una trentina di persone si è formato in Porta Nuova, con bandiere palestinesi e dei «Giovani comunisti», e uno striscione con la scritta «No allo stato di polizia, no all'abuso di potere!».

Gli interrogatori dei due arrestati di sabato

Nella mattinata di martedì 20 ottobre il gip Riccardo Moreschi ha in programma gli interrogatori di garanzia per i due arrestati di sabato, un pakistano di 35 anni e un nigeriano di 19, entrambi tuttora in carcere. Il pm Giancarlo Mancusi ha chiesto che restino in cella. Le accuse per il primo sono di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, per il secondo di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e travisamento.

Gli episodi di sabato avevano portato anche alla denuncia di cinque minorenni e alla segnalazione di un quattordicenne alla Procura dei minori, oltre al ferimento di due operatori con una prognosi di sette giorni.

Il dispositivo di sicurezza e le scuole

Le attività di vigilanza sono state coordinate dalla Prefettura in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, con l'impiego di polizia di Stato, carabinieri, Guardia di finanza e polizia locale. A Treviglio, davanti all'Isis Oberdan, alcuni studenti erano già entrati nelle aule prima che i cancelli esterni venissero chiusi con catene e lucchetti; fumogeni e petardi sono stati accesi nel piazzale.

La dirigente dell'Iss Simone Weil, Chiara Pardi, ha spiegato che le assenze hanno riguardato soprattutto le classi prime e seconde, dopo che la notizia della manifestazione era trapelata il giorno prima tra i ragazzi. A Bergamo, nel pomeriggio, una madre ha sventolato a Porta Nuova un cartello con la scritta «I figli minori non si toccano».

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