Ponte sullo Stretto, il decreto diventa legge ma i lavori restano lontani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Ponte sullo Stretto compie un nuovo passaggio parlamentare con l’approvazione definitiva della Camera al decreto Infrastrutture, ormai definito “decreto Ponte”, ma il cantiere dell’opera resta ancora distante. Il provvedimento introduce commissari straordinari, procedure accelerate e una revisione della struttura finanziaria collegata al progetto, mentre il Governo rafforza il quadro normativo dell’infrastruttura simbolo della legislatura. L’aula di Montecitorio ha approvato il testo con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astensioni, trasformando in legge il decreto già passato al Senato e segnando un nuovo tassello nell’iter del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.

Il testo approvato contiene dieci articoli e amplia il sistema dei poteri commissariali su scala nazionale, con l’obiettivo dichiarato di accelerare le opere strategiche. Tra i punti centrali figura l’articolo 1 dedicato al Ponte sullo Stretto, che disciplina la prosecuzione dell’iter approvativo e conferma la volontà politica dell’esecutivo di portare avanti il progetto. Accanto alle norme specifiche sull’infrastruttura di Messina, il decreto interviene anche sulle concessioni e sui meccanismi di semplificazione amministrativa, rafforzando la figura dei commissari straordinari per ridurre i tempi burocratici e accelerare i cantieri.

Il Governo punta sui commissari e sulle procedure accelerate

Secondo il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Tullio Ferrante, il decreto rappresenta un cambio di passo per le opere pubbliche italiane. Ferrante ha parlato di “semplificazione, tempi certi e maggiore capacità di investimento” come elementi centrali del nuovo impianto normativo, sostenendo che il provvedimento possa favorire infrastrutture più rapide e meno ostacolate dalla burocrazia. La strategia del Governo punta quindi a concentrare maggiori poteri decisionali nelle mani delle strutture commissariali, con l’obiettivo di accelerare l’avanzamento dei progetti considerati strategici.

Il nuovo intervento legislativo arriva però dopo i rilievi della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto. La magistratura contabile aveva infatti ricusato la delibera di approvazione del progetto definitivo del Cipess, costringendo l’esecutivo a intervenire nuovamente sull’iter dell’infrastruttura. Proprio per questo il decreto assegna al Ministero delle Infrastrutture ulteriori compiti operativi, tra cui l’aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria, l’acquisizione dei pareri tecnici necessari e la gestione delle verifiche ambientali e dei rapporti con la Commissione europea.

Dubbi sui tempi e sul cronoprogramma del Ponte sullo Stretto

Nonostante il via libera definitivo della Camera, il percorso verso l’apertura effettiva dei lavori resta ancora complesso. Il decreto rafforza la cornice amministrativa dell’opera e sposta in avanti il quadro finanziario fino al 2034, ma sul cronoprogramma continuano a pesare interrogativi legati ai tempi tecnici, ai passaggi autorizzativi e alla sostenibilità complessiva dell’intervento. L’aggiornamento del piano economico-finanziario e le verifiche ambientali rappresentano passaggi ancora aperti, mentre resta centrale anche il confronto con le istituzioni europee.

Il Ponte sullo Stretto continua così a occupare una posizione centrale nell’agenda infrastrutturale del Governo, che considera l’opera un simbolo della propria strategia sui grandi cantieri. Il decreto appena trasformato in legge consolida gli strumenti normativi e commissariali necessari per proseguire l’iter, ma non coincide ancora con l’avvio concreto dei lavori. La distanza tra approvazioni legislative e realizzazione materiale dell’infrastruttura resta uno degli elementi che accompagnano il dibattito sul collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.

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