Control Resonant punta tutto sulla rigiocabilità: New Game Plus e la nuova Manhattan

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Quando un’opera si presta naturalmente a essere rivisitata, gli sviluppatori hanno il compito di non trasformare questa possibilità in un semplice “extra” fine a se stesso. Remedy Entertainment, forte dell’esperienza maturata con produzioni passate e ora al lavoro sul sequel del pluripremiato titolo dello studio finlandese, ha scelto una direzione chiara per Control Resonant: costruire l’intera esperienza attorno all’idea di essere giocata più volte, anche in modalità New Game Plus. Quest’ultima, come riferito direttamente dalla software house, non rappresenta un contenuto posticcio né un semplice sblocco celebrativo; al contrario, si tratta di una componente centrale, ragionata e completa che si sbloccherà – ovviamente – solo dopo aver concluso almeno una volta la storia principale. E proprio lì, in quel secondo (o terzo) ciclo, concederà “spazio per sperimentare” ulteriormente le abilità e la progressione del protagonista.

Più build, sfide potenziate e nuovi contenuti

Ciò che rende peculiare l’approccio di Remedy, lo si evince dalla loro stessa comunicazione: il gioco è stato pensato fin dall’inizio per essere affrontato più volte, con una struttura che valorizza la varietà nelle build e la sperimentazione. Detto altrimenti, nella prima partita il giocatore potrebbe non riuscire a esplorare a fondo tutte le possibilità offerte dal sistema di progressione, magari concentrandosi su un limitato numero di poteri o combinazioni. Il New Game Plus, invece, interviene esattamente per colmare questa lacuna: potenzia le sfide, introduce nuovi contenuti e dà modo di approfondire quelle meccaniche che, in una run singola, resterebbero inevitabilmente ai margini. Considerando quante siano le abilità a disposizione, la scelta di Remedy appare tutt’altro che casuale.

Il cuore di New York: una Manhattan distorta e labirintica

Durante la gamescom LatAm tenutasi a San Paolo, in Brasile, lo stesso team ha pubblicato un nuovo dev diary interamente dedicato alla Manhattan di Control Resonant. Vale a dire il cuore di New York, una metropoli che nel gioco viene rappresentata come invasa da una forza potente e oscura, proveniente da un altro piano della realtà. Gli sviluppatori hanno voluto mostrare una versione distorta e labirintica dell’isola, abbandonando così l’isolamento e le claustrofobiche mura brutaliste della Oldest House – l’enorme sede del Federal Bureau of Control – per gettare il giocatore in una grande città esplorabile. Non per questo meno corrotta o intricata del vecchio quartier generale, intendiamoci: anzi, la sensazione di smarrimento cambia semplicemente natura, sostituendo la pressione degli spazi stretti con l’angoscia di una metropoli diventata ostile e aliena.

Un passo importante per la serie

Il passaggio dalla Oldest House al mondo esterno rappresenta, come ammesso da Remedy, un passo molto importante per la serie. Perché rinuncia a un elemento distintivo come la claustrofobia per abbracciare una visione completamente diversa e opposta. E lo fa senza perdere di vista quella complessità narrativa e strutturale che ha sempre contraddistinto i loro giochi. In Control Resonant, la Manhattan che si vede nel video diario non è solo uno sfondo: è un’arena di gioco pensata per essere esplorata più volte, esattamente come richiede la filosofia del New Game Plus. Del resto, se un titolo è “costruito per essere giocato più volte”, anche l’ambiente che lo ospita deve offrire sempre nuove angolazioni, scorci inediti e pericoli rinnovati.

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