Zanzara tigre, batterio Wolbachia riduce del 90% la capacità riproduttiva: la sperimentazione Enea a Roma

Zanzara tigre, batterio Wolbachia riduce del 90% la capacità riproduttiva: la sperimentazione Enea a Roma
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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un batterio comune e innocuo, presente in natura in moltissime specie di insetti, sta dimostrando di essere un'arma potentissima nella lotta alla zanzara tigre. La sperimentazione, condotta per la prima volta in Europa su larga scala, ha raggiunto un risultato straordinario: ridurre di circa il 90% la capacità della zanzara tigre di produrre uova fertili, quelle destinate a superare l'inverno e a far ripartire la popolazione nella stagione successiva.

L'esperimento, che rappresenta un'alternativa concreta all'uso massiccio di insetticidi chimici, è stato realizzato nei laboratori dell'Enea al Centro Ricerche Casaccia di Roma, in collaborazione con il progetto Debug di Google e l'Università La Sapienza.

Cos'è la Tecnica del Maschio Incompatibile

La strategia, nota come Tecnica del Maschio Incompatibile (IIT), si basa su un meccanismo biologico naturale. Il rilascio in ambiente di grandi quantità di maschi di zanzara tigre, che vengono infettati con un ceppo specifico del batterio Wolbachia, li rende riproduttivamente incompatibili con le femmine selvatiche. Quando questi maschi "modificati" si accoppiano con le femmine presenti sul territorio, le uova che queste ultime depongono risultano sterili.

Più alto è il numero di maschi incompatibili rilasciati, maggiore è l'impatto sulla capacità dell'intera popolazione di zanzare di riprodursi e moltiplicarsi. L'approccio è altamente specifico perché i maschi rilasciati cercano esclusivamente le femmine della propria specie e, non pungendo, non rappresentano alcun rischio per l'uomo.

I risultati della campagna sperimentale al Centro Enea Casaccia

La prima parte della campagna sperimentale, condotta tra luglio e ottobre 2025 nei 53 ettari del campus del Centro Ricerche Enea Casaccia, ha portato a risultati più che positivi. In questo lasso di tempo, sono stati rilasciati circa 1,6 milioni di maschi incompatibili, che hanno determinato un abbattimento dell'88% della capacità della specie di produrre uova fertili destinate a superare il periodo invernale.

I dati di monitoraggio, effettuati tramite ovitrappole e trappole per adulti, hanno evidenziato un numero di uova significativamente inferiore rispetto all'area di controllo e una drastica riduzione della loro fertilità. Il ricercatore Enea Riccardo Moretti ha spiegato che il risultato è particolarmente rilevante perché ridurre in modo stabile la presenza di zanzare in grado di veicolare virus pericolosi significa rafforzare la prevenzione sanitaria, soprattutto nei contesti urbani e periurbani più esposti.

La collaborazione tra Enea, Google e Sapienza

Il progetto è il frutto di una collaborazione internazionale che ha visto il team di ricerca dell'Enea, primo al mondo a ottenere una linea di zanzara tigre con le caratteristiche descritte, sviluppare la parte scientifica della metodologia.

Google, attraverso il progetto Debug, ha avuto il compito di moltiplicare la popolazione di zanzara tigre che produce i maschi incompatibili sviluppata dall'Enea, di selezionare esclusivamente i maschi e di occuparsi del loro inscatolamento e trasporto aereo da Miami (Stati Uniti) all'area di rilascio a Casaccia. La Sapienza Università di Roma, forte della sua esperienza nello studio delle zanzare che trasmettono patogeni, contribuisce invece attraverso metodi di validazione della tecnica e il monitoraggio di aree di controllo non trattate.

Un'alternativa sostenibile agli insetticidi

La zanzara tigre (Aedes albopictus), oltre a rappresentare un fastidioso elemento di disturbo, è un insetto vettore in grado di trasmettere virus pericolosi come dengue, chikungunya e Zika. Con l'aumento dei casi autoctoni anche in Europa, favorito dai cambiamenti climatici, la necessità di trovare soluzioni sostenibili ed efficaci per il controllo di questi insetti è diventata una priorità di salute pubblica.

L'IIT rappresenta un'alternativa ecologica all'uso massiccio di insetticidi chimici e, agendo sulla dinamica della popolazione nel tempo, getta le basi per un controllo più duraturo e sostenibile. Sulla base dei risultati ottenuti, il progetto proseguirà anche nel 2026 con rilasci anticipati e dosaggi incrementati, per intervenire sulla popolazione della zanzara tigre fin dall'inizio della stagione riproduttiva.

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