Venezuela, Maduro vince le elezioni tra astensionismo e accuse di farsa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv), guidato dal presidente Nicolás Maduro, ha consolidato il proprio dominio politico con un trionfo schiacciante nelle elezioni legislative e regionali, conquistando 23 dei 24 governatorati e assicurandosi la maggioranza assoluta nell’Assemblea Nazionale. L’unica eccezione è stata lo stato di Cojedes, dove l’opposizione è riuscita a imporsi, seppur in un contesto segnato da polemiche e dalla scarsa affluenza alle urne.

I dati ufficiali diffusi dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), organismo accusato da più parti di essere controllato dal governo, parlano di un’affluenza del 42%, ma fonti indipendenti e exit poll hanno registrato numeri ben più bassi, con alcune stime che indicano una partecipazione inferiore al 14%. Le strade deserte e i seggi semivuoti hanno confermato il clima di disinteresse e sfiducia verso una consultazione considerata da molti una mera formalità per legittimare il potere di Maduro.

Gran parte dell’opposizione, compresi settori sia di destra che di sinistra, ha scelto il boicottaggio, denunciando condizioni inique e mancanza di garanzie democratiche. Nonostante ciò, tra i pochi eletti contrari al governo figura anche Henrique Capriles, storico avversario del chavismo, che ha ottenuto un seggio nell’Assemblea Nazionale. Un risultato che, però, appare più simbolico che sostanziale, data la schiacciante maggioranza del Psuv.

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