Trump chiama Putin, ma sulla guerra in Ucraina non si sblocca nulla
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Un’ora di colloquio tra Donald Trump e Vladimir Putin non è bastata a smuovere le posizioni sul conflitto in Ucraina, nonostante il presidente americano abbia cercato di sfruttare il momento di relativa distensione dopo il cessate il fuoco tra Israele e Iran per insistere su una soluzione negoziata. Mosca, però, ha ribadito che non rinuncerà ai suoi obiettivi strategici, definiti dal Cremlino come "cause di fondo" della guerra.
La telefonata, la sesta dall’inizio dell’anno, è stata ricostruita dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, che ha sottolineato come Putin abbia espresso la volontà di cercare una via diplomatica, ma senza cedere sulle priorità della Russia. Trump, da parte sua, ha ammesso di non essere soddisfatto dell’esito del confronto. «Nessun progresso», ha commentato, confermando che oggi parlerà con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Lo stallo arriva dopo la decisione di Washington di sospendere parte degli aiuti militari a Kiev, una mossa che ha indubbiamente rafforzato la posizione negoziale di Mosca. Se da un lato Trump ha cercato di capitalizzare il ruolo di mediazione svolto da Putin nel recente accordo in Medio Oriente, dall’altro il Cremlino ha chiarito che non intende fare concessioni sull’Ucraina.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
