Lory Del Santo a processo per le accuse a Sergio Leone: la querela della figlia del regista e il commento di Caterina Balivo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il prossimo appuntamento con la giustizia, fissato per la primavera romana, rappresenta l’approdo giudiziario di una vicenda che ha scosso profondamente l’ambiente dello spettacolo, riportando sotto i riflettori — in maniera tutt’altro che celebrativa — il nome di un gigante della settima arte. Lory Del Santo dovrà infatti rispondere, dinanzi al tribunale di Roma, dell’accusa di diffamazione aggravata. L’imputazione, che si è consolidata dopo un iter investigativo, scaturisce dalle dichiarazioni rilasciate dall’attrice nel corso del 2024, quando, ospite in due programmi televisivi di ampio seguito quali “La volta buona” su Rai Uno e “Le Iene”, formulò esplicite accuse di molestie sessuali nei confronti del defunto regista Sergio Leone.
Il contesto delle dichiarazioni televisive
In quelle occasioni, la Del Santo rievocò un episodio che, a suo dire, risalirebbe agli albori degli anni Ottanta, durante la fase di lavorazione del celeberrimo film “C’era una volta in America”. Il racconto, circostanziato e asciutto nei toni — pur nella gravità dei contenuti — descriveva un incontro privato nella dimora del cineasta, dipingendo un quadro di avances indesiderate. Dichiarazioni di tale portata, inevitabilmente, hanno avuto un impatto dirompente, sollevando un dibattito pubblico che ha travalicato i confini della cronaca per toccare temi sensibili e complessi, come quello della prescrizione dei fatti e della veridicità delle testimonianze su persone scomparse.
La reazione legale della famiglia Leone
A muovere le acque dell’azione penale, tuttavia, non è stata una querela generica bensì un atto preciso e motivato. A sporgere denuncia, infatti, è stata la figlia del maestro Leone, la quale ha percepito quelle affermazioni come un’ingiuria intollerabile alla memoria del padre, un’offesa che lede il suo onore e il suo ricordo, privato della possibilità di una difesa in vita. È proprio questa aggravante — la diffamazione contro un soggetto non più in grado di replicare — a costituire uno dei cardini dell’accusa, rendendo il caso ancor più spinoso dal punto di vista giuridico ed etico.
Il ruolo del commento di Caterina Balivo
La vicenda giudiziaria si è ulteriormente complicata — acquisendo nuovi elementi di dibattimento — a seguito delle parole pronunciate dalla conduttrice Caterina Balivo. In un suo intervento pubblico, la Balivo sembrò infatti esprimere una forma di solidarietà verso Lory Del Santo, un commento che, stando a quanto ricostruito dagli atti, è stato contestato e incluso nel perimetro delle indagini, sebbene con dinamiche e responsabilità distinte. Questo aspetto, seppur collaterale, contribuisce a delineare un quadro processuale articolato, dove il confine tra libertà di espressione, diritto di cronaca e tutela della reputazione postuma appare sempre più labile e oggetto di un necessario scrutinio.




