Malagò difende il Cio su Khelif: Sto con loro al 100%
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Redazione Sport
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Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha espresso il suo pieno sostegno al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) riguardo alla controversia che ha coinvolto la pugile azzurra Angela Carini e l'atleta algerina Imane Khelif. Durante il suo intervento a Casa Italia alle Olimpiadi di Parigi 2024, Malagò ha difeso la decisione del CIO e ha criticato l'International Boxing Association (IBA) per aver strumentalizzato la vicenda.
La vicenda di Angela Carini
Angela Carini, pugile italiana, si è ritirata dal torneo olimpico nei 66 kg dopo soli 46 secondi dall'inizio dell'incontro con Imane Khelif. La partecipazione di Khelif ai Giochi è stata oggetto di polemiche a causa delle variazioni delle caratteristiche del sesso dell'atleta algerina. Malagò ha sottolineato che Carini ha subito pressioni e chiacchiere non volute nei giorni precedenti alla gara, che hanno influito negativamente sulla sua performance.
La posizione del Cio
Il presidente del CIO, Thomas Bach, ha definito la situazione una "guerra culturale" su identità di genere, diritti LGBTIQ e il corpo delle donne. La vicenda delle due boxeur, Imane Khelif e Lin Yu-Ting, è diventata una delle storie più dibattute delle Olimpiadi di Parigi 2024. Bach ha ribadito il suo sostegno alla partecipazione di atleti con variazioni delle caratteristiche del sesso, sottolineando l'importanza di garantire l'inclusività e il rispetto dei diritti umani nello sport.
Le critiche all'Iba
L'International Boxing Association, guidata dal russo Umar Kremlev, è stata accusata di aver strumentalizzato la vicenda per fini politici. Malagò ha rivelato che Carini gli ha mostrato le pressioni subite dall'IBA e ha esortato la pugile a non darci peso. La federazione internazionale di boxe è caduta in disgrazia già dal 2019, ben prima dell'invasione russa dell'Ucraina, e la sua gestione della situazione ha sollevato numerose critiche.
La vicenda di Angela Carini e Imane Khelif ha portato alla luce un problema colossale all'interno delle competizioni sportive di alto livello, come le Olimpiadi. La questione degli atleti intersessuali e delle variazioni delle caratteristiche del sesso continua a essere un tema caldo e dibattuto, con implicazioni significative per il futuro dello sport e dei diritti umani.




