Setta tra Umbria e Marche, fermati i santoni dell’alchimia: abusi e conti svuotati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si facevano chiamare “maestro”, “sciamano” o “guaritore”, figure che per i loro seguaci rappresentavano una guida spirituale assoluta, un punto di riferimento in un percorso di purificazione dell’anima che, nelle intenzioni dichiarate, avrebbe dovuto condurre a una forma di conoscenza superiore. Per gli inquirenti, invece, quei titoli erano solo il guscio esteriore di un’associazione a delinquere, un meccanismo collaudato e spietato finalizzato a commettere una serie indeterminata di reati – truffa, estorsione e violenza sessuale – ai danni di chi, entrando in quel circuito, finiva progressivamente isolato e spogliato dei propri averi. Al centro del provvedimento restrittivo, eseguito dalla polizia di Perugia con il supporto del Servizio centrale operativo, ci sono tre persone finite in carcere e una quarta, attualmente all’estero, per cui è stato avviato l’iter di estradizione.

I vertici dell’associazione e la cripto-setta “Conoscenza è Libertà”

A reggere le fila del sodalizio, secondo l’impianto accusatorio della Procura di Perugia, sarebbero stati Alfredo Mangone e Tatiana Ionel, rispettivamente identificati dagli adepti con gli appellativi di Kaar Yampui e Mamas Nua Janua. Lui, originario di Rossano, era considerato il fondatore e il vertice indiscusso di quella che si presentava come una realtà criptocristiana, un’associazione dal nome “Conoscenza è Libertà” che vantava persino un riconoscimento da parte della Regione, ottenuto nel febbraio del 2025. Sarebbe stato proprio questo alone di ufficialità – unito a un linguaggio intriso di misticismo, tra citazioni a san Francesco e lezioni di alchimia – a consentire ai due di tessere una rete di controllo capillare, presentandosi talvolta come “alieni” uniti da una missione superiore per giustificare richieste di denaro e forme sempre più stringenti di sudditanza psicologica.

Isolamento, violenza e il casolare della “purificazione”

Le indagini hanno delineato un metodo preciso, finalizzato a tagliare fuori le vittime dai propri affetti e dalle proprie sicurezze economiche. L’operazione si consumava in gran parte in un casolare isolato, arroccato su una collina al confine tra Pietralunga e Apecchio, un luogo che gli indagati avevano ristrutturato proprio con i soldi versati da chi, nella speranza di imparare la magia o di purificarsi, si sottoponeva a sedute e rituali. È lì, lontano da occhi indiscreti, che si sarebbero concretizzate le estorsioni: le vittime, spesso ridotte in uno stato di soggezione psicologica, avrebbero consegnato somme ingenti – secondo quanto ricostruito, mezzo milione di euro in un caso – per scongiurare sortilegi o una “malasorte” minacciata dai sedicenti guaritori. A completare il quadro, le accuse di violenza sessuale, che gli inquirenti hanno ricondotto a un sistema di sopraffazione sistematico, dove l’isolamento fisico e psicologico impediva alle vittime di chiedere aiuto o anche solo di prendere coscienza dell’abuso subito.

Le indagini e la posizione dei fermati

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Perugia, ha portato dunque all’emissione di un provvedimento di fermo a carico di tre uomini e una donna, indagati a vario titolo per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all’estorsione e alla violenza sessuale. Tre dei provvedimenti sono già stati eseguiti, mentre per il quarto indagato – risultato essere oltre confine – si è reso necessario avviare le procedure per l’estradizione, tanto che agli occhi delle forze dell’ordine la sua posizione è attualmente equiparata a quella di un latitante. Le operazioni, condotte dagli agenti della questura di Perugia in sinergia con il Servizio centrale operativo, hanno consentito di raccogliere un quadro indiziario ritenuto grave, tale da giustificare la misura cautelare nei confronti dei vertici di quella che, dietro la facciata di un percorso di crescita spirituale, avrebbe celato per anni un vero e proprio disegno criminoso ai danni dei propri adepti.

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